Mentre la Silicon Valley corre verso la superintelligenza artificiale, continuiamo a capire appena l’intelligenza umana che l’ha creata.

Questa settimana Elon Musk ha depositato il prospetto per l’offerta pubblica di acquisto di SpaceX, rivelando i piani per lanciare data center per l’intelligenza artificiale in orbita. È un’ambizione mozzafiato. E un ossimoro stridente: il cervello umano, che ha concepito questa idea, funziona con 20 watt ed è ancora in gran parte un mistero.Il sistema di intelligenza più sofisticato mai conosciuto è quello già dentro il nostro cranio: non soltanto per la coscienza o la creatività, ma anche perché, da un punto di vista strettamente scientifico, il cervello umano rimane straordinariamente superiore alle macchine di oggi. Comprendere la distinzione tra l’Intelligenza artificiale (IA) come strumento potente e l’IA come sostituto dell’intelligenza umana è forse la vera domanda della nostra era.Ho iniziato a lavorare con l’IA nel 2016, come CEO del neonato YOOX Net-A-Porter Group, dove il mio dipartimento di R&S ha sviluppato strumenti di IA per buyer e stilisti con un obiettivo audace: insegnare lo stile alle macchine. Poteva un computer imparare il gusto? La risposta, sorprendentemente, era sì. Ma gli strumenti aiutavano i team a svolgere il loro lavoro con maggiore efficienza, senza sostituire le persone che lo svolgevano. Quella distinzione tra strumento di Intelligenza Aumentata, ma non di sostituzione delle persone, sembra ancora il modello giusto da applicare in futuro.Papa Leone XIV firmerà la sua prima enciclica, «Magnifica Humanitas» (La Magnifica Umanità) – un documento dedicato alla protezione della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale – il 15 maggio, nel 135° anniversario della «Rerum Novarum», la storica enciclica del 1891 di Papa Leone XIII che ha plasmato la dottrina sociale cattolica in risposta alla Rivoluzione Industriale. Il parallelo non è casuale: l’IA sta ridisegnando la nostra generazione con la stessa profondità con cui l’industrializzazione ha ridisegnato il XIX secolo. Il fatto che la prima grande risposta della Chiesa arrivi ora è un segnale da prendere sul serio.