Il venture capitalist John Doerr, i cui primi investimenti in Amazon e Google hanno contribuito a finanziare la nascita dell’internet moderno, ha definito l’intelligenza artificiale il “più grande tsunami” di innovazione che abbia mai osservato in oltre quarant’anni di attività nel settore degli investimenti. Secondo lui, l’IA sarebbe addirittura stata “sottovalutata”, unendosi così al crescente gruppo di leader tecnologici che formulano previsioni molto ambiziose sul futuro di questa tecnologia.
Fatti principali
Doerr, 74 anni, ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal, che l’attuale ondata dell’IA è “la cosa più grande di sempre. Da sempre”, sostenendo che il pubblico non abbia ancora compreso appieno come trasformerà l’istruzione, il lavoro, la sanità e, più in generale, “la vita come la conosciamo”.
Ha descritto l’IA come il quarto grande “tsunami” tecnologico all’interno di un ciclo di circa 13 anni che, secondo la sua lettura, è iniziato con la rivoluzione del personal computer e dei microchip negli anni Ottanta, proseguito con la diffusione di Internet e successivamente con l’era dell’iPhone e del cloud computing.
Per sostenere la sua tesi, Doerr ha citato i dati sull’adozione della tecnologia, affermando che “a soli tre anni dal lancio di ChatGPT, il 50% degli americani dichiara di utilizzare l’IA generativa”, una percentuale coerente con un sondaggio Ipsos dell’aprile 2026, secondo cui metà degli statunitensi aveva utilizzato un servizio basato sull’IA nell’ultima settimana.








