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Per il suo ultimo disco, L’ornamento delle cose secondaire uscito a metà maggio 2026, il cantautore romano Max Gazzè ha dichiarato di aver scelto di accordare il “flusso sonoro” dei venti brani che lo compongono a 432 Hz, perché - a suo dire - “le armoniche si mischiano meglio tra loro e la frequenza comunica in modo più diretto con l’archetipo e la natura, risultando più morbida per l’ascoltatore”. Nel suo personale tentativo di contrastare l’esagerato ricorso al computer nella musica contemporanea, “che corregge tutto”, Gazzè ci mette anche questa riflessione sull’accordatura.
La sua non è una scelta isolata negli ultimi anni. Anche Ed O’Brien, uno dei membri dei Radiohead, ha recentemente scelto i 432 Hz per il suo nuovo disco solista. E prima di lui, molti musicisti che producono musica cosiddetta ambient o new age preferiscono da decenni questa frequenza, perché più naturale. La discussione tra musicisti e appassionati va avanti quindi da molto tempo, ma che cosa si nasconde dietro a questa scelta?
Il la sopra il do centrale
Nella musica occidentale abbiamo un riferimento preciso, la nota la, e precisamente il “la sopra il do centrale” (il La4 nella notazione scientifica di oggi), che permette a strumenti diversi di suonare tutti la stessa nota. Una volta che siamo accordati sul la, e tutte le altre note della scala sono accordate di conseguenza, ogni volta che suoneremo una certa nota, ci sarà la certezza che tutti gli strumenti accordati emetteranno un suono alla stessa frequenza. Per il La4 questa frequenza è 440 Hz. La frequenza pari a 432 Hz è, quindi, leggermente più bassa:








