L’ex gran maestro GOI Di Bernardo assolto, non diffamatorie le affermazioni sulla penetrazione della ‘ndrangheta nelle logge calabresi
CATANZARO – Una pronuncia del Tribunale civile di Roma nel contenzioso tra il Grande Oriente d’Italia (GOI) e l’ex gran maestro Giuliano Di Bernardo interviene direttamente su uno dei nodi storici più complessi della Calabria contemporanea: l’intersezione tra le strutture della ‘ndrangheta e i circuiti massonici. Respingendo la richiesta di risarcimento del danno (quantificato in ben due milioni di euro) avanzata da Palazzo Giustiniani, in accoglimento della richiesta dell’avvocata Rossella di Tullio, che assisteva il professore trentino, la sentenza ha escluso la natura diffamatoria delle dichiarazioni del convenuto sulla sistematica penetrazione dei clan nelle logge calabresi.
L’azione legale
L’azione legale vedeva come unico citato in giudizio l’ex vertice dell’associazione. Le testate giornalistiche che avevano documentato le sue dichiarazioni – tra cui quelle, riportate dal Quotidiano del Sud, che Di Bernardo fece dopo l’arresto di Messina Denaro – sono rimaste estranee al procedimento, non essendo state convenute dall’obbedienza.
La sentenza della giudice Damiana Colla non si limita a respingere le pretese economiche del GOI. Ma riconosce la conformità del racconto di Di Bernardo ai parametri giurisprudenziali del diritto di cronaca e di critica. C’è anche un particolare riferimento al requisito della verità dei fatti narrati, ampiamente documentato attraverso le deposizioni dell’ex gran maestro davanti ai magistrati inquirenti e agli organi parlamentari.













