HomePontederaCronacaConti in tasca al Pontedera. Serie D peggiore della CLa categoria deciderà quali investimenti della proprietà brasiliana. In terza serie il club spenderebbe comunque meno grazie ai contributi .Il tecnico del Pontedera, Piero BragliaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCaro campionato quanto mi costi…. Nella programmazione della prossima stagione molto dipenderà anche da quanto la proprietà brasiliana deciderà di investire economicamente. E questo, a sua volta, dipenderà della categoria alla quale il Pontedera sarà iscritto. Meglio se sarà la Serie C, perché il concetto che un campionato dilettantistico come la Serie D costa ad una proprietà più di uno professionistico di terza serie è vero. Non lo sarebbe in termini assoluti, ma l’incidenza dei contributi della Lega pro è decisiva per ribaltare la situazione. Tenendo come dato iniziale che in Serie C il Pontedera programmerebbe un campionato per salvarsi, mentre se fosse in Serie D lo dovrebbe programmare per lottare al vertice, facendo due conti con i numeri, si balla tra i 2 e i 3 milioni di euro di spese complessive. Per esempio, guardando al bilancio di alcune big, il Livorno due stagioni fa ha vinto la Serie D spendendo 2 milioni di euro, la Pistoiese, quest’anno, per arrivare terza e perdere la semifinale dei play off del girone, ne ha tirati fuori 2,5, cifre sulle quali si assesta anche un’altra nobile decaduta tra i dilettanti come il Piacenza. Il Pontedera invece per salvarsi nel 2024-25 ha messo sul piatto circa 3,2 milioni di euro (di cui meno della metà destinata alla parte operativa: giocatori, staff, e quant’altro) cifra che raggiungerà, probabilmente superandola, anche quest’anno. A ribaltare la situazione, come detto, subentrano però i contributi della Lega pro, oltre ad una facilmente immaginabile diversità di introiti derivanti dagli sponsor.