Le terme immerse in un parco di 22 ettari, le acque minerali, sullo sfondo le Piccole Dolomiti. Si può legittimamente pensare che ai circa 6mila abitanti di Recoaro Terme sarebbe potuta andare peggio. Anche perché al centro montano costruito in quella che è stata denominata Conca di Smeraldo sono stati destinati ben 20 milioni di euro dal Piano Nazionale Borghi, cioè dal Pnrr. Eppure. Sì, perché come vuole l’antico adagio: chi ha i denti non ha il pane, e viceversa. E qui, nel Comune in provincia di Vicenza, forse a mancare sono i primi.

E questa, legata alle Comunali del 24-25 maggio, è la storia di Recoaro Terme. Il sindaco uscente, Armando Cunegato, presenta la propria lista per il voto. Intorno, il deserto. Ed è da qui che la campagna elettorale e l’approssimarsi delle elezioni si fanno tese. La ragione è che, come stabilisce la legge, è necessario che almeno il 40% degli aventi diritto al voto si presenti alle urne. Altrimenti scatta il commissariamento. Che, nel caso specifico, significa bloccare i progetti legati al Piano Nazionale Borghi. L’ex sindaco Franco Viero scrive una lettera aperta, pubblicata dal Giornale di Vicenza, con cui esorta i propri cittadini a non andare a votare. Secondo Viero, infatti, l’arrivo del commissario prefettizio sarebbe “positivo” e permetterebbe alla cittadinanza di preparare al meglio il nuovo appuntamento elettorale. Secondo l’ex primo cittadino, infatti, Cunegato sarebbe il responsabile della cattiva gestione di due progetti: la pista ciclabile e la riqualificazione di Recoaro Mille, la località turistica posta proprio a circa 1.000 metri di quota.