Fra Terme, Regione e Comune di Acqui il dialogo è interrotto. A parlare da adesso in avanti saranno le carte bollate. Non solo per ciò che concerne le concessioni delle acque termali, fino al 29 aprile scorso in mano al Terme Spa, ma anche per ciò che riguarda i beni pubblici custoditi negli immobili di proprietà della famiglia Pater.
Beni – in particolare l’area di maturazione dei fanghi, gli impianti e le tubature per il passaggio dell’acqua termale – che la Regione, ieri mattina avrebbe voluto visionare per accertarne lo stato di conservazione. E invece ha trovato le porte sbarrate. Passaggi indispensabili non solo per pensare a una prossima stagione di cure, ma soprattutto per portare avanti il progetto del nuovo Polo Termale per attrarre nuovi imprenditori disposti a investire nel settore. Per questo motivo il sindaco Danilo Rapetti aveva preparato un’ordinanza, notificata per tempo a Terme Spa. Un’ordinanza «contingibile e urgente, finalizzata a garantire l’effettivo accesso della delegazione regionale – si legge nell’ordinanza – in quanto le criticità rilevate sulle pertinenze del polo termale configurano profili autonomi attuali di rilievi igienico-sanitario e di sicurezza dei luoghi insistenti nel territorio comunale». Nonostante l’ordinanza sindacale, ieri mattina i funzionari della Regione non sono riusciti a entrare in nessuno dei locali elencati nel documento. Vale a dire gli stabilimenti di via XX Settembre in centro e quelli del Regina e Grand Hotel Antiche Terme in zona Bagni. Ma Pater attacca «La Società ha dato mandato ai propri legali di tutelare i propri diritti dinanzi agli organi competenti – si legge in una nota di Terme –. In tali sedi verranno illustrate le ragioni dell’illegittimità delle azioni da tempo poste in essere dalle pubbliche amministrazioni». Parole, quelle di Alessandro Pater, amministratore unico di Terme, che non lasciano spazio ai fraintendimenti: ancora una volta tutto si deciderà in un’aula di tribunale. La replica del sindaco «Prendo atto della situazione – il commento del sindaco –: ora procederemo con una denuncia alla Procura per inosservanza di quanto disposto nell’ordinanza sindacale». E non è escluso che già nei prossimi giorni il primo cittadino firmi una seconda ordinanza attraverso la quale, nel caso di inosservanza, si potrà chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. «Abbiamo chiaro il traguardo da raggiungere e siamo consapevoli che molte saranno le difficoltà da superare – il commento di Marco Protopapa, il consigliere regionale incaricato dalla Regione di seguire la vicenda Terme –. Mi auguro sinceramente che Alessandro Pater apra un dialogo costruttivo fin ora mai condiviso, diversamente sosterremo il Comune nelle sue azioni».







