Una società a capitale pubblico-privato è la soluzione alla crisi del termalismo cittadino. Una società differente e disgiunta da quella attuale completamente nelle mani di un imprenditore privato. A questo nuovo e importante progetto, non solo per Acqui Terme ma per l’intera provincia, si è già iniziato a lavorare.
L’annuncio è arrivato dal governatore del Piemonte Alberto Cirio proprio nella città termale. Oggi pomeriggio, 16 gennaio, il presidente ha incontrato il sindaco di Acqui Danilo Rapetti, il presidente della Provincia Luigi Benzi, le associazioni degli albergatori e dei commercianti, l’Asl, sindaci del territorio e i sindacati Uil e Cgil che stanno seguendo la vertenza legata al licenziamento dei dipendenti dello stabilimento Terme di via XX Settembre.
L’aiuto dalla Regione «Siamo qui ad Acqui perché la Regione Piemonte è pronta a rientrare nella governance delle terme – dice il presidente –. In passato qualcuno ha pensato di vendere questo patrimonio ai privati, senza chiedere garanzie, investimenti e un piano industriale, e ha sbagliato. Oggi dobbiamo rimediare a quell’errore tornando ad avere un ruolo di indirizzo e controllo e con un partner privato che siamo pronti a cercare sul mercato con una selezione ampia, internazionale che garantisca un rilancio vero del polo termale».







