Nonostante la sproporzione delle forze, c’è una scenario che Washington teme di più, nel caso di attacco: tra paramilitari, riservisti ed effettivi, i cubani pronti a schierarsi sono oltre un milione. Non solo: l’Avana ha acquistato più di 300 droni d'attacco, pronti a colpire Guantanamo. L’analista Cancian: «Le forze terrestri sono addestrate a condurre una campagna irregolare e possono causare un numero crescente di vittime»Una dottrina militare che dagli anni Ottanta prepara alla “Guerra de todo el Pueblo” in caso di invasione, un esercito che non è più quello del 1994 – con ai tempi 225mila soldati in servizio – ma che può contare su un numero potenziale di riservisti e paramilitari che arriva a un milione, e una “flotta” parallela di droni d’attacco schierati a 145 chilometri dalle coste della Florida e che preoccupa l’intelligence Usa. Cuba non è quella di Fidel Castro, la Guerra fredda è finita da 35 anni, ma Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Vincenzo LeoneGiornalista, Video Producer. Laureato in Relazioni Internazionali Comparate a Ca’ Foscari. Scrivo di evoluzioni ed attività della Nato, scenari militari e intrecci tra politica estera, armamenti e media. Mi sono occupato di questi temi per Treccani, Vice News e Motherboard. Roma, un po' di tempo fa Venezia, quando si può Palermo.