Kasra, studente iraniano al Politecnico di Milano, ha denunciato a Fanpage.it l’impossibilità di pagare le tasse universitarie a causa della guerra: “Non possiamo tornare a casa perché saremmo arrestati e torturati, ma qui l’Ateneo non ci aiuta”.
Il Politecnico di Milano
"Se tornassi in Iran potrei essere arrestato o torturato". A parlare è Kasra, studente iraniano al Politecnico di Milano, che a Fanpage.it ha raccontato la condizioni di precarietà, isolamento e abbandono istituzionale che centinaia di giovani si trovano a vivere a causa della guerra.
Da mesi, infatti, il conflitto e la crisi interna che stanno travolgendo l'Iran hanno prodotto conseguenze devastanti anche per chi si trova all'estero: trasferimenti di denaro bloccati, famiglie impossibilitate a sostenere economicamente i figli, connessioni internet oscurate e comunicazioni quasi interrotte con il Paese. Una situazione che sta lasciando decine di studenti del Politecnico di Milano intrappolati in un limbo economico e psicologico, mentre l'università "continua a chiedere il pagamento delle tasse universitarie". Kasra: "Ci sentiamo soli, ci serve aiuto" "Ci sono due temi molto importanti di cui vogliamo parlare", ha esordito Kasra a Fanpage.it. "Il primo riguarda quello che sta succedendo in Iran con il regime della Repubblica Islamica: ogni giorno ci sono arresti, torture, uccisioni. Tantissimi studenti vengono perseguitati soltanto perché chiedono libertà e diritti umani".







