«Al momento della preparazione di questo rapporto Internet in Iran è completamente interrotto da oltre 240 ore. Nessuno degli studenti iraniani è in grado di comunicare con le proprie famiglie. Abbiamo bisogno dell’aiuto dell’Università». In queste poche righe c’è tutto il dolore e la preoccupazione degli studenti iraniani che studiano a Torino. Lontani migliaia di chilometri da casa, senza poter comunicare, si rivolgono all’istituzione che conoscono e che sentono più vicina: l’università. La comunità degli studenti iraniani di UniTo (Isc) ha inviato un «Rapporto di emergenza» alla rettrice Cristina Prandi, sulla loro «situazione mentale a seguito della crisi in Iran». Chiede supporto concreto: borse di studio, buoni pasto, più sportelli psicologici. L’ateneo risponde subito: posticipa la scadenza del pagamento delle rate a fine maggio e soprattutto pianifica di raddoppiare il budget per le borse di studio, passando da 80 mila euro previsti a 160 mila. Considerando che a oggi su 300 idonei a ricevere il finanziamento, in 230 sono iraniani.

La situazione Gli iraniani iscritti a UniTo sono circa un migliaio. Tra i nuovi arrivi di quest’anno, rappresentano oltre il 14% degli studenti stranieri. «Gli studenti iraniani oggi non affrontano soltanto sfide accademiche; ogni giorno vivono con l’ansia per la sicurezza delle loro famiglie, sotto una forte pressione psicologica e con un futuro incerto – scrivono i ragazzi e le ragazze – Molti di loro vanno a dormire ogni notte chiedendosi se il giorno successivo riceveranno ancora notizie dalle proprie famiglie». Le richieste Che cosa può fare l’Università di Torino, a fronte di un conflitto in corso nel Golfo? Gli studenti hanno sei richieste: Rafforzare il sostegno finanziario, in particolare per coloro che dipendono economicamente da risorse provenienti dall’Iran Prevedere maggiore flessibilità accademica: estensioni delle scadenze, comprensione nelle valutazioni accademiche e supporto a chi non riesce a studiare in modo regolare Facilitare l’accesso ai servizi di consulenza psicologica e ai sistemi di supporto Fornire i buoni pasto per chi avesse bisogno Prestare particolare attenzione alla situazione abitativa degli studenti che potrebbero presto trovarsi in gravi difficoltà economiche Fornire un servizio adatto a tali studenti che non beneficiano dalle borse