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Ultimo aggiornamento: 16:56
Nel 2024 erano ben 13 mila gli iraniani iscritti alle università italiane, i più numerosi tra gli studenti stranieri. Turchia e Cina, al secondo e terzo posto, contano circa seimila iscritti ciascuna. La loro presenza è andata aumentando negli ultimi anni – nell’anno 2020-2021 erano circa 4 mila –, soprattutto dopo la stretta ai visti di ingresso decisa da Donald Trump nel 2018, che li ha spinti verso altri paesi, Italia compresa, dove la condizione reddituale può esonerare dal pagamento delle tasse universitarie e offrire un posto letto nelle residenze studentesche. Ma nonostante l’interesse dei giovani iraniani, le cose per loro si sono complicate parecchio, tra strette normative e problemi tecnici che rendono difficile ottenere un appuntamento per il visto in tempi utili per l’immatricolazione. Problemi registrati l’anno scorso – nella foto la protesta del 2024 al Politecnico di Tornino –, e così quest’anno, già prima della ‘guerra dei 12 giorni’ innescata a giugno dagli attacchi aerei israeliani che ha impedito a molti di arrivare come di rientrare in Iran. Nel 2025 la procedura di prenotazione online è rimasta aperta per appena otto giorni e sono stati centinaia gli studenti che non hanno potuto ottenere il visto rischiando l’anno accademico. Tanto che alla fine ha dovuto intervenire un giudice.






