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Ultimo aggiornamento: 17:32
Il tempo stringe e dopo essere stati discriminati rischiano di perdere l’anno accademico. Il 13 novembre un gruppo di studenti iraniani è tornato a riunirsi davanti all’ambasciata italiana a Teheran per protestare contro “la mancanza di trasparenza nel sistema di appuntamenti per il visto e la continua chiusura di slot per visti studenteschi” da parte dell’Italia. Accogliendo il ricorso di uno studente iraniano insieme all’Associazione degli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), il Tribunale di Torino ha stabilito che i limiti strettissimi per le procedure online configurino una vera e propria discriminazione ai danni degli universitari iraniani, i più numerosi tra gli studenti stranieri in Italia. E ha ordinato al ministero degli Affari Esteri e di conseguenza all’ambasciata italiana in Iran, di sbloccare immediatamente la procedura per i visti di ingresso. “Abbiamo sollecitato la Farnesina e ci è stato risposto che faranno il possibile per accelerare”, riferisce il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi. “Abbiamo anche sollecitato l’immediata riapertura della procedura online, ma al momento non c’è ancora riscontro, come confermano gli studenti che dovranno essere informati per primi visti che il tempo stringe”.






