Le notizie che arrivano dalla Repubblica democratica del Congo sono devastanti. Oltre novecento casi sospetti di Ebola nella provincia dell’Ituri, più di cento morti accertati, centri di cura dati alle fiamme, operatori sanitari che lavorano con mascherine e gel igienizzante come unica protezione. La variante Bundibugyo del virus, responsabile dell’ultimo focolaio che si sta diffondendo, non ha né vaccino né terapia approvata. Ieri due casi sospetti provenienti dall’Uganda sono stati isolati anche a Milano. E nel frattempo a Kinshasa gli operatori umanitari denunciano la mancanza persino dei sacchi per i cadaveri, con corpi altamente contagiosi. Secondo gli esperti ad avere parte della responsabilità di questa pericolosa tragedia è la Casa Bianca di Donald Trump. Nei giorni scorsi la stampa americana ha sottolineato come il ritiro dei fondi americani all’Organizzazione mondiale della Sanità, lo smantellamento dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (UsAid), i tagli ai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie e la riduzione progressiva degli aiuti sanitari diretti a Congo e Uganda sono stati un mix letale per la fragile architettura di sicurezza sanitaria dei paesi colpiti. Secondo la Cnn il caso più emblematico riguarda il ritardo nella rilevazione del virus: i campioni hanno dovuto percorrere oltre 1.500 chilometri per raggiungere un laboratorio a Kinshasa, perché la capacità diagnostica locale era stata smantellata. Nel frattempo, il virus stava circolando da settimane. Durante il suo primo mandato, Trump ha attribuito alla leadership cinese la colpa della diffusione del Sars-CoV-2. Pechino è certamente responsabile della pandemia del 2020, e la situazione oggi in Congo e Uganda è ben diversa, ma l’applicazione dell’America first alla salute globale solleva domande simili: quando si smantellano i sistemi di sorveglianza internazionale e si tagliano i fondi agli organismi che monitorano le epidemie, il prezzo lo pagano prima i più vulnerabili, e poi, inevitabilmente, tutti gli altri.
L’Ebola e il prezzo sanitario dell’America first
Centri di cura incendiati, operatori senza protezioni adeguate, laboratori locali smantellati. I tagli di Trump hanno aiutato il virus a dilagare in Congo e Uganda













