Restauri nel cuore del museo, dove sono esposti Pollaiolo, Piero, Botticelli, Mantegna
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Il Salone dorato, cuore del Museo Poldi Pezzoli, chiude per restauri e per tornare al suo antico splendore. Si tratta di una sala centrale nell'ideazione della casa-museo di via Manzoni da parte del suo fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli: qui è esposta la Dama del Pollaiolo, opera simbolo del museo, accanto a capolavori come la pala di Piero della Francesca, due tavole di Sandro Botticelli, dipinti di Giovanni Bellini e Andrea Mantegna. Dal 9 giugno il salone chiuderà al pubblico (che troverà i capolavori riallestiti nella Sala del Collezionista) e si svelerà nuovamente il 15 settembre dopo un accorto progetto di recupero che la direttrice Alessandra Quarto ha studiato con il prezioso confronto e sostegno del WMF World Monuments Fund (costo complessivo: 500mila dollari). Il WMF è una delle principali organizzazioni indipendenti dedicate alla salvaguardia dei luoghi più preziosi al mondo: attiva dal 1965, ha preservato nella sua storia 700 siti in oltre 100 Paesi, tra cui il nostro. Proprio a Milano ha deciso di aprire il suo primo ufficio italiano, guidato dalla direttrice Fiorella Ballabio e dalla presidente Silvia Beltrametti Krehbiel, entrambe con una solida vita professionale all'estero e ora "di ritorno" a casa: da questo quartier generale si lavorerà per futuri progetti di cura nel Bel Paese, sia in grandi città che in piccoli centri. Intanto, si debutta con il Poldi Pezzoli.









