Fenomenologia di Vannacci
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Oggi alle 18 il priore illustra il recupero possibile grazie anche a ’Let’s art’. Il 19 due disegni preparatori del Palio di Eugenia Vanni per il Museo. Nominata anche l’artista per i bozzetti delle nuove monture: Rita Petti.
di Laura ValdesiSIENAMissione compiuta. Grazie all’amore dei tartuchini, grazie al project financing che, a Siena, nei rioni non è certo una formula nuova. L’evento clou della festa titolare sarà infatti oggi quando, alle 18, verrà presentato l’intervento conservativo della cupola e il restauro degli affreschi della volta dell’oratorio di Sant’Antonio da Padova. Confessa che è "un momento speciale", il priore Simone Ciotti. "Non è solo la fine di un intervento di restauro ma soprattutto la restituzione alla comunità di un percorso condiviso. Un cammino nato dall’affetto e dalla sensibilità dei tartuchini verso uno dei luoghi più importanti della nostra identità. È un esempio concreto di come la tutela del patrimonio possa diventare occasione di partecipazione, collaborazione e condivisione, rafforzando il legame che unisce le nostre comunità alle istituzioni dello Stato e alla città". Un importante progetto realizzato grazie al sostegno della Fondazione Mps attraverso la rassegna "Let’s Art!" 2024, dedicata alla conservazione del patrimonio artistico senese, e grazie al contributo annuale che la Banca Mps destina alla tutela del patrimonio artistico, culturale e museale delle Consorelle. Un tema che sta a cuore alla Tartuca, da sempre capofila in tale settore. "La sottoscrizione ha visto una partecipazione straordinaria, ben oltre ogni aspettativa. Questo risultato rappresenta forse il segno più autentico del valore che la nostra comunità attribuisce a questo luogo e alla sua conservazione. Fin dal Seicento - osserva Ciotti - la Tartuca ha mostrato grande iniziativa e spirito di comunità. Dopo il divieto di usare la chiesa di Sant’Ansano nel 1663, fu acquistata una casa in via delle Murella e costruito l’Oratorio grazie a donazioni, contributi e lavoro volontario, completandolo tra il 1682 e il 1685. E dopo il terremoto del 1798 promosse la ricostruzione del tetto e della volta e nel 1818, con il contributo volontario di oltre 50 contradaioli, finanziò la nuova cupola progettata da Alessandro Doveri". E non finisce qui perché grazie al contributo scientifico dell’archeologo Luca Passalacqua, affiancato da Simone Stanisci, che ha condotto le attività di scavo archeologico e di studio dei frammenti di intonaco dipinto provenienti dalla distruzione della cupola affrescata di fine ’600, si dispone oggi di nuove testimonianze utili alla ricostruzione della storia dell’oratorio e alle sue trasformazioni.Cultura, si diceva. La Tartuca tiene la barra dritta. Ieri l’incontro con gli archivisti, che hanno svelato i fatti più curiosi di tre anni (1726, 1826 e 1926) distribuiti su tre secoli di storia, il 19 giugno ci sarà la presentazione dell’acquisizione di due disegni preparatori del Palio del 2009, opera di Eugenia Vanni, che verranno poi esposti nel museo. "La Tartuca aveva un debito nei confronti dell’artista. Lo spazio a lei dedicato all’interno del museo era infatti troppo ridotto - svela Ciotti – rispetto al valore e all’evoluzione del percorso artistico che Eugenia ha saputo esprimere nel corso degli anni. Colmiamo questa lacuna con l’acquisizione di due opere che, da un lato, richiamano la memoria di quella vittoria e, dall’altro, testimoniano l’evoluzione della ricerca pittorica dell’artista".Artista: parola chiave. Perché sarà Rita Petti, proprio come in occasione dell’ultimo rinnovo delle monture, a realizzare i bozzetti e a coordinare il progetto per il prossimo. "L’opera di Rita - sottolinea il priore - si distingue per qualità artistica, attenzione ai dettagli e rispetto del contesto storico e simbolico. Punto di riferimento dell’arte senese contemporanea, interpreta con originalità e autorevolezza i valori e le tradizioni delle nostre Contrade". L’artigianato del rione, intanto, prosegue perché sono state realizzate 7 nuove bandiere e 6 tamburi. "Come ho scritto nelle ’Murella’, ogni anno torna la festa titolare, un rituale che si rinnova perché alimentato da un’amicizia visionaria, autentica e lungimirante. In Tartuca, l’amicizia non è mai fine a sé stessa: diventa progetto, continuità e responsabilità condivisa. È una virtù che accompagna la vita e la rende più ricca, perché invita ciascuno di noi a sentirsi parte di qualcosa che va oltre il singolo", sintetizza Ciotti.









