"Occorre sempre di più che la città abbracci il Teatro Comunale di Bologna". L’avvocato Stefano Borghi è presidente e amministratore delegato di SITE, gruppo internazionale fondato nel 1947 e specializzato nello sviluppo di infrastrutture di rete e nell’integrazione di sistemi tecnologici complessi. Una grande realtà bolognese che ha deciso di sostenere il progetto del Cantiere Itaca da Navigante in questo lungo percorso verso il ritorno nella storica sede, previsto per il 14 febbraio 2027. "La scelta di sostenere questo progetto nasce anche da una motivazione personale: frequento da molti anni il Teatro Comunale, seguendo sia la Stagione Lirica sia quella Sinfonica. Mi sento profondamente legato alle sorti del nostro teatro. A questo si aggiunge il senso di responsabilità sociale che da sempre caratterizza la nostra azienda", spiega Borghi.
Per SITE "il Comunale rappresenta un’istituzione molto importante per la nostra città, e per questo abbiamo ritenuto opportuno affiancarlo in questa fase così significativa, nell’attesa che venga restaurato e restituito pienamente alla sua funzione quotidiana", prosegue il presidente e amministratore delegato dell’azienda, da anni impegnata nel sostegno a iniziative sociali e culturali del territorio. "Collaboriamo con realtà come la Fondazione Policlinico Sant’Orsola, la Fondazione Dopo di Noi Bologna, UILDM Bologna e AIL, sostenendo progetti diversi che nel tempo evolvono e si ampliano, così da rafforzare costantemente il nostro impegno nel sociale", aggiunge Borghi. Per il presidente di SITE, la passione per il teatro "si è sviluppata nel tempo, insieme a un percorso di maturazione personale. Tra i 30 e i 40 anni ho iniziato ad avvicinarmi alla musica, rimanendo affascinato dall’altissima qualità artistica espressa dal Teatro Comunale". Da qui il sostegno all’appello lanciato dalla Sovrintendente Riva. "Un gesto coraggioso, positivo e necessario. Occorre che la città abbracci sempre di più il teatro, vivendolo come una parte fondamentale della propria identità culturale. L’esperienza internazionale di Elisabetta Riva ha portato nuova energia e un approccio che ritengo fossero necessari", conclude Borghi.








