Piazza Gavinana, ore 17. Il gazebo di Pistoia Rossa non c’è ancora. È forse il dettaglio che racconta meglio questa serata, chi avrebbe dovuto allestirlo è altrove: tutti i componenti attivi della lista sono ai seggi, ciascuno nel proprio, a fare i rappresentanti di lista. Fino all’ultimo, fino a quando le urne erano aperte, hanno presidiato il voto, e ora gli scrutini. Una scelta che parla di serietà. Ma la serietà, da sola, non sempre basta a convincere una città.
A poca distanza da qui, nei comitati elettorali di centrodestra e centrosinistra, ci sono monitor accesi, lanci d’agenzia in tempo reale, segreterie che coordinano scrutatori e rappresentanti di lista come in una cabina di regia. Pistoia Rossa comincia la sua serata elettorale in modo diverso: in ordine sparso, ognuno al proprio posto, senza struttura centrale. Non per disorganizzazione, ma perché le persone non bastano per fare tutto insieme.
Fabrizio Mancinelli, il candidato sindaco, risponde al telefono. Arriverà più tardi, ma non si tira indietro. Sull’affluenza ferma al 56,57% dice: "Sembra che la gente per i temi si mobiliti, ma quando poi deve intervenire sulla rappresentanza mostri una disaffezione. Come interpretare esattamente questo dato non lo so ancora — dovremo vederlo anche in relazione ai voti espressi".










