Era considerato l’astro nascente del melonismo moderato, toscano figlio di socialisti, per nove anni alla guida di Pistoia, ma alla fine si è rivelato un flop: Alessandro Tomasi in città non ha lasciato una gran traccia, l’ha abbandonata nel 2025 per la corsa a presidente della Regione, e alla fine ha perso con meno voti dell’esagitata leghista Susanna Ceccardi, capitana della destra nel 2020.

Ora a Pistoia, al voto del 24 e 25 maggio, tocca alla sua vice forzista Anna Maria Ida Celesti rincorrere Giovanni Capecchi, tranquillo professore di letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, ecologista, pacifista, pacifico anche con l’avversaria: «Il mio stile non è partire dai limiti degli altri, hanno delle qualità anche loro», è il suo stupefacente esordio, «certo Anna Maria rappresenta la continuità con un’amministrazione che non ha dato le risposte alla città, di cui ha un’idea chiusa: ha appena spiegato che sulla città metropolitana non vuole collaborare con Prato e Firenze».

Capecchi ha inserito il pacifismo nel suo programma, «i miei genitori facevano obiezione alle spese militari».

Ma la pace c’entra con un comune? «C’entra: significa dire no al riarmo e destinare i fondi alle politiche sociali, alla formazione, alla sanità pubblica». L’ambientalismo, «sarà un pilastro del mio mandato, vuol dire fare le cose ma sapendo che il suolo è una risorsa e bisogna consumarlo solo se non ci sono alternative. C'è il tema comunità energetiche, per realizzare una città del verde e non solo del vivaismo», questione quest’ultima molto delicata in provincia. Altri temi: la crisi del commercio nel centro storico e la manutenzione delle strade.