La dottrina digitale della Chiesa, codificata da Papa Leone nell’enciclica Magnifica Humanitas, è la prima risposta politica e universale alla questione dell’intelligenza artificiale e del suo impatto sulla civiltà contemporanea.
Con l’eccezione di Emmanuel Macron e di Bernie Sanders, e in Italia di Carlo Calenda e del piccolo giornale di opinione che state leggendo, nessun leader politico e nessun grande giornale internazionale si pone il problema esistenziale della corsa senza freni verso la resa dell’umanità all’intelligenza artificiale.
Al contrario, assistiamo ogni giorno alla gara grottesca tra chi vuole accelerare di più, e alle critiche all’Europa perché non sta al passo del futuro e anzi pensa solo a regolamentare, con le conseguenze spesso comiche di quei politici, di quegli imprenditori, di quegli investitori, di quegli opinionisti accelerazionisti che credono in questo modo di essere moderni, al passo coi tempi, e vicini alle esigenze dei giovani, salvo poi scoprire che i primi scettici dell’IA sono proprio gli studenti universitari, perché hanno ascoltato i guru della Silicon Valley dire che per loro non ci saranno più gli “entry level jobs”, le posizioni junior per chi si affaccia sul mercato del lavoro, e che il mondo libero è destinato a diventare un mondo sorvegliato.











