VENEZIA - Era entrato in Consiglio comunale nel 2010, ad appena 22 anni. Ora diventa sindaco a meno di 40 anni. Un altro primato per Simone Venturini, classe 1987, nato a Marghera, cresciuto nella terraferma veneziana, da poco trasferitosi nella città d’acqua per amore. Della Venezia anfibia è la moglie, Carolina, con cui ha preso casa a pochi passi da Ca’ Farsetti, la sede municipale. Casa e bottega, per lui che da undici anni è assessore di punta nelle giunte del sindaco Luigi Brugnaro. A dispetto dell’età, un politico di lungo corso. Passione coltivata fin da ragazzino in quel mondo cattolico che rimpiangeva la vecchia Democrazia cristiana. Lui che, per anagrafe, non l’ha conosciuta, ci scherza ancora su: «Sono un democristiano».

Venturini: «Ho sempre dato soluzioni e i cittadini hanno apprezzato. Ringrazio Stefani che mi ha sempre sostenuto» VIDEO LA GAVETTA CON L’UDC I suoi primi passi li muove con gli scout e il volontariato cattolico. Quello che è ancora uno dei suoi mondi di riferimento. Già negli anni del liceo, passati sui banchi dello scientifico Morin, entra nell’Udc. Dopo la maturità, si iscrive a Giurisprudenza a Padova. Si laurea con una tesi dedicata al federalismo demaniale. Non a caso un tema politico. E la politica lo assorbe sempre più. Nel 2010 arriva l’elezione a Ca’ Farsetti, tra le fila dell’Udc che all’epoca appoggia il sindaco di centro sinistra, l’avvocato Giorgio Orsoni. Sono gli anni in cui in cui il giovanissimo Venturini siede accanto al collega di partito ed ex procuratore della repubblica, Ennio Fortuna. Una prima esperienza formativa che finisce bruscamente nel 2014, con il terremoto dello scandalo tangenti per il Mose, che porta alle dimissioni di Orsoni e al commissariamento del Comune. GLI ANNI DA ASSESSORE Il 2015 è l’anno dell’ingresso a Ca’ Farsetti di Luigi Brugnaro, che spodesta il centro sinistra da una delle sue storiche roccaforti. L’imprenditore sceso in politico fiuta le potenzialità del giovane e ambizioso consigliere dell’Udc. Ed è così che Venturini entra, stavolta come candidato civico, nella lista «fucsia», quella del futuro primo cittadino. Elezione da record di preferenze, bissato nel 2020 quando è il candidato più votato del centrodestra. Una delle “specialità” di Venturini, instancabile nei suoi giri tra inaugurazioni e presentazioni: sempre presente tra case di riposo, parrocchie, associazioni varie. In prima battuta è assessore al sociale e alla residenza, con delega al porto. Settori non facili, con la cura dimagrante imposta a tanti servizi dalla prima giunta Brugnaro per raddrizzare i conti in rosso di Ca’ Farsetti. Venturini difende la nuova impostazione, in una logica diversa di assistenza. LE TANTE SFIDE Per il secondo mandato Brugnaro gli affida, in più, anche l’assessorato al turismo. Altro incarico delicato. Insieme al collega al bilancio, Michele Zuin, gestisce l’introduzione del contributo d’accesso. Rivoluzione dall’eco planetaria, con relative polemiche. Venturini ci mette la faccia, la difende con i media di mezzo mondo. In realtà lo sperato governo dei flussi turistici non è così facile da realizzare, il contributo non basta, ma la sperimentazione continua ed è un incasso per l’amministrazione. Venturini la rivendica come strumento in più, che l’amministrazione ha avuto il «coraggio» di attuare. Quella che resta nel cassetto della Giunta è, invece, la regolamentazione degli affitti turisti, sulla scorta dell’emendamento Pellicani che dava al Comune questa possibilità contro l’overtourism. Veti in maggioranza, alla fine il regolamento non viene nemmeno portato in Consiglio comunale. Ma per Venturini è lo stesso emendamento ad essere «scritto male». Gli ultimi mesi, per l’assessore, sono quelli della corsa per lo scranno più alto di sindaco. Candidatura arrivata a fatica, all’ultimo, solo quando si capisce che Luca Zaia non parteciperà. Venturini sembra la candidatura più debole. Ma l’assessore non si perde d’animo. Inizia i suoi consueti giri. Sorridente e onnipresente, come sempre. Fino alla vittoria.