Vincenzo De Luca passa al primo turno, rispettando le previsioni. Con le sue sette liste e senza il simbolo del Pd arriva intorno al 57% dei voti. La destra di Gherardo Maria Marenghi balla sulla linea del 15%. Se la batte per il secondo posto con Franco Massimo Lanocita, espressione della sinistra. Sostenuto da Avs, M5S e dai civici di Salerno democratica, l’ex consigliere regionale arriva poco sotto la coalizione di Marenghi. Questo era l’obiettivo di Lanocita: raggiungere un risultato a doppia cifra per cominciare a lavorare sul futuro della città e aprire uno spazio politico nuovo.
Salerno, non senza ragioni, viene definita il «Principato De Luca», appellativo che gioca sull’ex presidente della Regione che torna a fare il sindaco per la quinta volta e che ha promesso di trasformare il capoluogo della costiera nella Montecarlo italiana. La domanda è: davvero gli equilibri amministrativi del redivivo De Luca reggeranno a lungo?
Lui si presenta insolitamente ecumenico per salutare la vittoria e non arriva come le altre volte direttamente al palazzo del municipio: «Ringrazio di cuore i miei concittadini per la solidarietà, il sostegno e l’affetto che mi hanno sempre concesso – afferma – Esprimo la mia più profonda gratitudine e mi impegna a realizzare fino in fondo il programma di rilancio della città che abbiamo proposto.











