Il conflitto tra Stati uniti, Israele e Iran è entrato in una nuova fase a tre mesi dall’aggressione, il 28 febbraio, e a oltre sette settimane dal fragile cessate il fuoco siglato l’8 aprile. Dopo frenetici colloqui con la mediazione del Pakistan, si è giunti a un Memorandum d’intesa che determina progressi significativi su molti punti, ma nessuna firma imminente.
Donald Trump ha dichiarato che i negoziati procedono positivamente, avvertendo però che senza un accordo si tornerebbe a un conflitto ancora più duro. Ha affermato di aver discusso con Arabia saudita, Emirati, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein della necessità di aderire, come parte integrante di un futuro accordo regionale con Teheran, agli Accordi di Abramo che prevedono la normalizzazione delle relazioni con Israele con cooperazione in economia, tecnologia, turismo, sicurezza e difesa. Trump sostiene che gli Accordi abbiano prodotto grandi benefici economici e politici ai paesi già aderenti e propone di estenderli fino a includere anche l’Iran, definendolo un evento storico senza precedenti. Ha inoltre chiesto una firma immediata da parte di Arabia saudita e Qatar, sostenendo che chi rifiutasse mostrerebbe cattive intenzioni.













