Il braccio di ferro tra Usa e Iran sembra destinato a sbloccarsi a breve, in un modo o nell'altro. Tutte le parti coinvolte segnalano progressi dopo la visita venerdì dei mediatori a Teheran. Ma per ora manca lo sprint finale verso quello che comunque dovrebbe essere solo un pre-accordo o memorandum d'intesa, con la proroga della tregua di due mesi. Donald Trump ha annunciato a Cbs News che "ci stiamo avvicinando notevolmente" ad un accordo e che un'intesa finale impedirebbe a Teheran di ottenere un'arma nucleare, garantendo che l'uranio arricchito iraniano venga "gestito in modo soddisfacente".

"Firmerò un accordo solo se otterremo tutto ciò che vogliamo", ha sottolineato. In un'intervista ad Axios ha rivelato che avrebbe discusso l'ultima bozza dell'accordo con i suoi consiglieri (Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance) e che potrebbe decidere entro la giornata di domenica se riprendere o meno la guerra. Il momento appare così cruciale da averlo indotto a disertare le nozze del figlio Donald Jr con Bettina Anderson su un'isola privata alle Bahamas.

Il commander in chief ha affermato che le probabilità di un "buon" accordo o di un attacco per "spazzarli via completamente" sono "50% e 50%". Determinante sarà anche la call con i leader del Golfo, che finora hanno fatto pressing per una soluzione diplomatica: tra i partecipanti i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia, oltre al Pakistan che resta il principale mediatore. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, in visita in India, ha parlato di progressi sull'Iran avvisando che "più tardi oggi, domani o tra un paio di giorni, potremmo avere qualcosa da annunciare".