«La provincia di Napoli è la nuova Emilia Romagna», esulta un dirigente del Pd quando arrivano i primi, e parziali, risultati dai comuni. Non è una consolazione per non essere entrati in partita a Venezia ma almeno i dem lo leggono come un risultato positivo in vista delle prossime politiche. Al netto di schieramenti dove, non sempre, si è riuscito a chiudere l’alleanza con l’M5s e l’aiuto, spesso, di civiche che non aiutano a focalizzare bene il peso specifico dei partiti tradizionali. Senza contare Salerno dove grillini e dem (che non hanno presentato il simbolo) escono comunque ammaccati dalla vittoria solitaria, ma non strabordante come in passato, di Vincenzo De Luca. E poi Avellino dove il candidato del Campo largo Nello Pizza si prende il municipio battendo un centrodestra diviso. Con un dato da dare subito: nei due capoluoghi il dato dell’affluenza è praticamente la fotocopia di quello della tornata precedente. Come a dire che non c’è stato alcun effetto trascinamento. Così come in tutta la Campania. Tiene la partecipazione al voto in Campania per le elezioni comunali: è il 67, 85 per cento dei votanti alle urne, appena un punto rispetto alla precedente tornata. Ma sono 7 punti in più rispetto alla media nazionale.
Elezioni Comunali, provincia di Napoli bunker del centrosinistra: tris di sindache nel campo progressista
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