HomeBolognaSportFortitudoFortitudo: Verona vola in finale, per la Effe finisce l'era-CajaSemifinali di A2, Verona conquista anche gara-tre ed è la prima finalista dei playoff. Per la Fortitudo termina il ciclo col tecnico pavese e si attende la rivoluzione societaria che quest’estate vedrà l’uscita anche del presidente Stefano TedeschiVerona batte la Fortitudo 86 a 73, nella foto Sorokas (foto Ciamillo)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 25 maggio 2026 – Ultimo sipario sulla Fortitudo targata coach Attilio Caja, che in gara-tre delle semifinali di A2 si congeda infelicemente dal campionato grazie al successo di Verona 86-73, che dopo il doppio scalpo al PalaDozza chiude la serie 3-0 rovesciando il fattore campo ed è così la prima finalista dei playoff: si attende il responso dell’altra semifinale fra Rimini e Cividale (gara-tre domani alle 20,45, serie sull’1-1). Per la Effe termina il ciclo col tecnico pavese e si attende la rivoluzione societaria che quest’estate vedrà l’uscita anche del presidente Stefano Tedeschi.
La cronaca
Orfana alla vigilia di entrambi i suoi playmaker in cabina di regia (Della Rosa in recupero dall’edema testicolare, capitan Fantinelli sempre alle prese con la lombalgia), la strada della Fortitudo è già in pendenza ancora prima della palla a due. Ciononostante è una Fortitudo sublime in avvio di match, con il 2-10 firmato Moore-Sorokas che lascia intravedere il desiderio dei bolognesi di restare nella serie. La tripla di Imbrò apre a +9, ma la replica dell’ex di turno Bolpin e l’appoggio al vetro di Poser riportano gli scaligeri sui giusti binari: è infatti nell’aria la tripla di McGee, che si sblocca col cesto del 12-15. Qui gli ospiti mollano la presa difensiva ed è Zampini a ultimare la rimonta col 2+1 che fa pari e patta. Imbrò e Moore ridanno margine minimo agli ospiti, ma Verona resta in fiducia col 9-0 che fa sbandare gli avversari, costretti a dosare fiato ed energie mentali per restare ormeggiati. Tuttavia la dormita a rimbalzo di Anumba e la conseguente tripla di Ambrosin sigilla la prima frazione 27-22. Ed è Loro a far primavera sul parquet di Verona in apertura di secondo quarto: schiacciata in faccia a Sorokas, tripla poco dopo, +9 e gialloblù in controllo nel momento in cui Caja è costretto a schierare Gamberini per allungare le rotazioni. La Effe precipita nelle percentuali e concede tutto a rimbalzo (11 le catture offensive di Verona nel primo tempo), come in balìa di una serata storta: e la sensazione è proprio che i biancoblù non abbiano risorse per competere contro l’armata di coach Ramagli. Così arriva la spallata che non lascia scampo a Bologna, che esce anticipatamente di strada e dalla serie sotto le triple di McGee e Ambrosin: si va a riposo sul 47-35. Il modo peggiore di rientrare in campo è esattamente quello mostrato dalla Effe, che fra palle perse, regali a rimbalzo e un portamento già sconfitto lascia la scena alla Tezenis, che con Zampini, Johnson e McGee trova il +18 e mette le mani sulla finale. Gli sprazzi di sereno di Mastellari, Moore e De Vico sembrano riaccendere il lumicino, con le triple del -8 che riaprono inaspettatamente il match con ancora 60” da giocare: la persa di Imbrò vede sfumare la chance di avvicinarsi ulteriormente e alla terza sirena è 71-63. Le velleità di rimonta si scontrano ancora una volta contro i colossi veronesi, McGee e Loro, che a poche curve dalla fine ritrovano il +14 e respingono Bologna. Vola il cronometro, non vola più l’Aquila. Che nonostante i favori del fattore campo abbandonano il sogno promozione e ripartirà ancora una volta dall’A2. Per il quinto anno consecutivo e con tutto quello che comporterà il cambiamento societario imminente.










