Roma, 25 mag. (askanews) – Ferrari Luce nasce su una piattaforma progettata ad hoc per l’architettura full electric. “Abbiamo ripensato tutto”, ha detto il Ceo Benedetto Vigna, ricordando che sul progetto sono stati sviluppati “più di 60 brevetti” e che Ferrari ha sfidato “tutte le dimensioni della vettura”, fino ai cristalli e ai tergicristalli.

Il cuore tecnico della prima elettrica del Cavallino è un sistema a quattro motori indipendenti, uno per ruota, abbinato a una batteria strutturale da 122 kWh, architettura a 800 volt e una nuova Vehicle Control Unit, al debutto su una Ferrari. I motori sincroni a magneti permanenti con flusso radiale derivano dall’esperienza maturata su programmi ad alte prestazioni come F80, SF90 Stradale e 499P. L’assale anteriore eroga fino a 210 kW, quello posteriore fino a 620 kW. In Launch Control la potenza massima arriva a 772 kW, pari a 1.050 cv, con 990 Nm di coppia ai motori e 11.150 Nm alle ruote.

La batteria ad alta tensione utilizza celle della coreana Sk on ed è assemblata nell’e-Building di Maranello. Il pacco è parte strutturale della vettura, contribuisce alla rigidezza del telaio e supporta la ricarica rapida fino a 350 kW.

La nuova architettura consente alla Luce di raggiungere 0-100 km/h in 2,5 secondi, 0-200 km/h in 6,8 secondi, velocità massima di 310 km/h e autonomia stimata di 530 chilometri. Ferrari indica anche un peso in ordine di marcia di 2.260 kg, con rapporto peso/potenza di 2,16 kg/cv e distribuzione 47% anteriore e 53% posteriore.