ROMA - È la prima Ferrari elettrica. La cesura con i modelli che l’hanno preceduta si vede al primo impatto. A Maranello volevano creare qualche cosa di diverso. E ci sono riusciti. Tanto che al primo impatto non si percepiscono le caratteristiche tipiche di un modello del Cavallino. I volumi e le proporzioni della Ferrari Luce sono differenti, la parte anteriore ha una dimensione ridotta, un profilo differente, meno muscoloso. L’apertura delle portiere a libro strizza l’occhio alla Purosangue, mentre nel posteriore si riconoscono alcuni stilemi classici. “Abbiamo dovuto ripensare a tutto. Non solo a ciò che costruiamo, ma a come lo costruiamo. Come i sistemi lavorano insieme. Come la complessità diventa fluida. Ed è esattamente questo che significa innovazione per la Ferrari”, ha detto il presidente di Ferrari John Elkann.

La luce, svelata a Roma sotto la Vela di Calatrava, rappresenta un territorio nuovo per Maranello. Un modello inedito per forma, abitabilità e linguaggio, costruita però attorno all’ossessione si sempre: prestazioni, controllo, coinvolgimento. La Luce rompe con molte convenzioni della casa di Maranello. Ha quattro porte e cinque posti, una novità assoluta per Ferrari, resa possibile dall’architettura elettrica e dall’assenza del classico tunnel centrale imposto dai motori termici. È una granturismo ad alte prestazioni, ma con una spaziosità fin qui impensabile per il marchio.