Dentro Alternative für Deutschland c’è della “retorica estremista” su “questioni storiche”. E poi il partito tedesco di estrema destra ha “un’ala fortemente antieuropea che chiede l’uscita dall’Ue”. Tutte caratteristiche che portano Jordan Bardella a ribadire che l’AfD “non è un nostro alleato a livello europeo” per le sue “posizioni incompatibili con i nostri principi”. Il giovane candidato del Rassemblement National all’Eliseo lo ha detto in un’intervista la scorsa settimana alla Faz, il primo quotidiano tedesco. Ed è scoppiato il caos sull’asse nazionalista franco-tedesco. AfD e il partito di Marine Le Pen non si sono mai amati. Ma ora la loro guerra aperta completa un quadro già abbastanza nutrito di frizioni all’interno della cosiddetta "internazionale nazionalista", in difficoltà anche con il punto di riferimento d’oltreoceano, Donald Trump, sempre più imprevedibile e impopolare in Europa. Di certo, siamo alla fine dell’alleanza dell’ultradestra così come l’abbiamo conosciuta finora. Non è chiaro cosa verrà dopo, se sia in Francia l’anno prossimo che in Germania nel 2028 Rassemblement National e AfD dovessero conquistare il potere, come sembrano indicare i sondaggi attualmente.