Abbiamo detto che per la prima volta nella storia dell'umanità si vive in tanti così a lungo. Una bimba che nasce stamattina ha un'aspettativa di vita di quasi 86 anni e ci sta che abbia una nonna stamani 65enne. Questa nonna, probabilmente, accudirà la nipote per aiutare la figlia ed ha un'aspettativa di vita in buona salute di circa 15 anni. Insomma, una rivoluzione demografica ma antropologica, sociale, medica, economica.
Prendiamo la parte economica, si parla sempre più frequentemente di Economia della Longevità e certo vedo spuntare persone ed organizzazioni che intuiscono che bisogna esserci nel "mercato" della longevità/vecchiezza. Che poi abbiano il curriculum per farlo, è altra storia. Quel che so e che continuo a proporre, hai visto mai che qualcuno ascolti soprattutto nei luoghi della politica, è l'utilizzo e lo stimolo dei milioni di ultrasessantacinquenni sani e pensionati per fare Pil. Sono il petrolio del paese, che diventino benzina per far correre la macchina Italia. Stimoliamoli, aiutiamoli, finanziamoli, detassiamoli per far crescere il Pil invece di contemplarli nelle loro invenzioni quotidiane per passar la giornata. E magari, parlo ai politici, ti votano pure.Ci sono quelli che... Riassunto delle puntate precedenti: 15 milioni di ultrasessantacinquenni in Italia, il 25% della popolazione: 5 milioni scassati e non autosufficienti da assistere al meglio ripensando in parte il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn); 5-6 milioni affetti da malattie croniche (la polipatologia fatta di diabete, cardiopatia ischemica, ipertensione, tumore x y) ma funzionanti per i farmaci e le procedure che il Ssn assicura; 4-5 milioni senza malattie, in buona forma fisica e mentale. Spesso, almeno per quella mentale, in forma migliore di quando erano nel pieno della maturità, diciamo ai 50 anni.Punto intanto su questi ultimi ma non disdegnerei la collaborazione anche della fascia intermedia dei portatori di patologie croniche in cura. Anche perché l'attività fa longevità, ricordatelo.E che fanno questi 4-5 o 10 (se li includiamo tutti) milioni di inediti longevi? Guardatevi intorno, ci sono quelli che continuano la loro attività perché commercianti, idraulici, elettricisti, avvocati, medici, ingegneri, architetti etc. e quelli che abbassano la saracinesca o chiudono lo studio e non ne vogliono più sapere. Quelli che "io faccio solo il nonno" e quelli che iniziano a viaggiare tarantolati senza fermarsi; quelli che "non sono mai stato così impegnato come dopo il pensionamento" e quelli che rodono perché nessuno li cerca più dal luogo di lavoro lasciato. Ancora: quelli che vogliono una consulenza dal precedente lavoro ad ogni costo e quelli che non vogliono nemmeno sentir nominare la ditta, società, università a cui hanno dato il sangue tutta la vita. Quelli che "mi sveglio quando mi pare" e quelli che "ma che mi sveglio a fare?", quelli "la giornata non finisce mai" e quelli "ma come passa in fretta, manco riesco a fare un decimo di quel che facevo".Quelli che non si sono preparati a 30 anni di vita in più e girano intristiti. Quelli che diventano volontari e zitti zitti aiutano a vivere meglio gli sfortunati. Quelli che frequentano l'ambulatorio del medico come fosse il loro club. Quelli che scrivono le loro memorie. Quelli che si annoiano. Quelli che si domandano che ci continuano a stare a fare in questa vita. Quelli che riflettono e trovano il senso di questa vita, il senso di chi sa chi è. Quelli che pensano all' eutanasia, ma poi cambiano idea. Quelli che erano pignoli, o incazzosi, o tirchi, o cattivelli, o tutto questo insieme. E peggiorano. Aggiungiamo: Quelli che erano pignoli, o incazzosi, o tirchi, o cattivelli, o tutto questo insieme. E migliorano, meno.Quelli che mangiano sempre agli stessi orari e mangiano le stesse cose. Quelli che diventano chef. Quelli che iniziano a dipingere o iniziano una roba mai praticata. Quelli che è una vita che pensano di fare una roba nuova e diversa. E la fanno, pochi. Matrimoni duraturi E poi le coppie bum! Tra le varie prime volte della storia dell'umanità che l'attuale longevità disegna c'è, folgorante, la durata di massa dei matrimoni. 50 anni, nozze d'oro, a schiovere e (come pendant) aumento vertiginoso dei divorzi a 70 anni. E chiaro che i matrimoni duravano perché vigeva il divorzio "biologico" dato da un'età media di trenta anni più bassa, con convivenze assai più brevi.Oggi le vedete le coppie forzosamente longeve? L'arte della pazienza è sviluppata in quantità gigantesca perché i tanti anni insieme, nello stesso letto, con le stesse pecche caratteriali, le stesse ripetività, le stesse ignobiltà non logorano. Di più. E allora solo la pazienza aiuta, anche se diluisce e ammoscia le relazioni.Ero partito dalla necessità di fare Pil per questi milioni di ultrasessantacinquenni pensionati ma attivi o potenzialmente tali. Ve li ho descritti con la formula di "Quelli che" perché non li descrive mai alcuno, non c'è un film o una televisione che ne parla e aiuta a fare minimo comun denominatore. O a riconoscerci in un "quelli" e almeno non ci si sente soli. Il fatto è che ognuno inventa la sua longevità o vecchiezza, longevità e vecchiezza fai da te. Non va, non funziona. Tra tutti "quelli che" vi assicuro ci sono idee, entusiasmi, generosità e soprattutto capacità. Bene: cominciamo a costruire un minimo comun denominatore della longevità/vecchiezza attraverso la possibilità di produrre. Di far produrre "quelli". I mille "quelli che" hanno caratteri, attitudini, volontà e velleità diverse ma sono tutti possibili produttori di impresa, servizi, innovazione. Questo costruisce l'economia della longevità.*Presidente di Italia Longeva (Agenzia del Ministero della Salute), già direttore del dipartimento di Scienze dell'Invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa collo del Policlinico Gemelli e membro del CdA della Cattolica, è uno dei massimi promotori della geriatria in Europa







