Mentre Iran e Stati Uniti negoziano una tregua, Tel Aviv vive in pieno clima di guerra. Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, sollecita il primo ministro Benjamin Netanyahu ad annunciare - di nuovo - guerra aperta in Libano. Il "casus belli"? Il lancio di droni esplosivi da parte di Hezbollah sul nord di Israele nonostante la tregua in corso. "È ora che il primo ministro bussi alla porta di Trump e lo informi che stiamo tornando alla guerra in Libano. Dobbiamo interrompere l'erogazione di energia elettrica in Libano, tornare a una guerra senza quartiere", ha detto durante la riunione del gabinetto di sicurezza di ieri sera secondo quanto riportano i telegiornali israeliani. Una guerra senza quartiere a cui l’esercito si sta già preparando. Intanto il portavoce in lingua araba dell'Idf ha lanciato su X un avviso urgente di evacuazione ai residenti di Tiro e delle aree circostanti, in Libano. "A seguito della violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, nelle prossime ore l'Idf opererà contro le infrastrutture terroristiche dell'organizzazione a Tiro e nelle aree circostanti", si legge nel post.Nel frattempo, sono centinaia gli abitanti della Galilea, nel nord di Israele, che hanno trasferito la residenza e iscritto i propri figli in scuole lontane per sottrarsi ai lanci di droni di Hezbollah rinunciando ai benefici fiscali voluti da Netanyahu. Channel 12 parla di una "perdita di fiducia nel governo". L’attacco israeliano al Libano va avanti dal 2023. Il cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile è un nulla di fatto, spiegano Ong tra cui Oxfam, che ha pubblicato il report di denuncia “The Gaza Playbook”. Solo dall’entrata in vigore del cessate il fuoco in Libano, 600 persone sono state uccise e 10 mila case distrutte o danneggiate. E solo nei primi quattro giorni è stato violato 220 volte."In Libano, come a Gaza, civili innocenti continuano ad essere uccisi ogni giorno, mentre il costo stimato per la ricostruzione e la riparazione dei danni causati dal conflitto a partire dal 2023 ha già giù superato i 14 miliardi di dollari, senza contare l'impatto dell'ultima escalation", sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia. "Facendosi scudo del diritto all'autodifesa e di un'accondiscendente complicità internazionale, Israele continua a commettere - sottolinea in una nota - ogni tipo di violazione del diritto internazionale umanitario e degli accordi di tregua, privando la popolazione delle proprie case, dei servizi essenziali e dei mezzi di sussistenza".