VENZIA. Il capovolgimento dei sondaggi, di ogni pronostico. Di un verdetto che sembrava già scritto. I primi exit poll a Venezia premiano Simone Venturini, vale a dire “l’usato sicuro”. Il braccio destro dell’uscente Luigi Brugnaro - due mandati da sindaco, gli ultimi dei quali segnati da un’inchiesta giudiziaria ancora priva del verdetto finale - che, dopo dieci anni da assessore, ha provato il salto di qualità.Classe ’87, laureato in Giurisprudenza, veneziano di terraferma (è nato a Marghera), ma poi passato alla città d’acqua, è il candidato civico del centrodestra, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Suo il nome individuato dalla coalizione, incassato il rifiuto di Luca Zaia. E sempre suo il nome ritenuto più affidabile, per cercare di arginare l’ondata di favore al centrosinistra, già suggerita dalla vittoria dei “no” al referendum e dalla conferma della supremazia del Pd in città alle recenti elezioni regionali.Fratelli d’Italia aveva provato, con scarsi risultati, a spacciarlo per un candidato espressione del partito, ma è la storia stessa di Venturini a negare questa ricostruzione.Il suo esordio in politica avviene ad appena 18 anni, come segretario della sezione di Marghera - il quartiere operaio di Mestre, il cui riferimento è ancora la Fincantieri - dell’Udc. Un impegno portato avanti parallelamente agli studi in Legge, e poi allo scoutismo e, in generale, all’associazionismo cattolico. Quattro anni dopo, Venturini diventa consigliere comunale a Venezia, capogruppo dell’Udc, Mentre nel 2015, da consigliere più votato della lista di Luigi Brugnaro, viene nominato assessore alla coesione sociale, allo sviluppo economico del territorio, alle infrastrutture e al lavoro. Fiducia confermata cinque anni dopo, con la nuova investitura di assessore, sempre alla coesione sociale, allo sviluppo economico e al lavoro, ma anche al turismo e alle politiche della residenza.Adesso la corsa a Ca’ Farsetti: questa volta, però, per il ruolo principale. Con Luigi Brugnaro sempre a guardargli le spalle: personaggio ingombrante, dal quale Venturini ha cercato, non senza difficoltà, di affrancarsi. Soprattutto in questi ultimi tempi, provando a scrollarsi di dosso l’etichetta del “delfino”.Ma, di Brugnaro, Venturini condivide soprattutto l’intuizione che, più di ogni altra, ha fatto discutere nella loro esperienza comune di amministrazione: la previsione di un biglietto d’accesso per entrare a Venezia. Adesso vale dieci euro al giorno, ma è una cifra che il candidato del centrodestra propone di portare fino a 50.È certamente la sua promessa da campagna elettorale più impattante, e che si discosta nettamente da quella del suo sfidante Andrea Martella, candidato sindaco espressione del Partito Democratico, di cui è segretario regionale.In assenza del famoso “50% + 1% dei voti, necessario per l’elezione al primo turno, sarà curioso vedere l’incastro degli apparentamenti.