Simone Venturini "eredita" la guida di Venezia da Luigi Brugnaro e mantiene in capo al centrodestra la guida della città lagunare, vincendo al primo turno contro l'agguerrito campo "larghissimo" che si era coagulato attorno ad Andrea Martella nel tentativo di riconquistare il Comune dopo 11 anni.
Fin dai primi exit poll e poi con le proiezioni che si sono susseguiti nel pomeriggio è apparso quel che i sondaggi non avevano capito. Nonostante le inchieste, nonostante i malumori contro l'amministrazione del sindaco-imprenditore, la città ha preferito la continuità. Oltre a "ereditare" la poltrona di primo cittadino, Venturini ha "esportato" i voti di quella che era la Lista civica Fucsia di Brugnaro: la sua lista "gialla" - nella quale sono confluiti molti degli ex assessori uscenti - è diventata il primo partito cittadino e di coalizione, con oltre il 30% dei consensi.
«Non ho mai fatto affidamento sui sondaggi e sugli articoli che davano vincenti altri. Lo spoglio è ancora in corso e vorrei usare un po' di scaramanzia. Il risultato è significativo», si era limitato a dire Venturini al suo arrivo nel quartier generale. Ma poi è arrivato il presidente del veneto Alberto Stefani e quindi anche la telefonata di Giorgia Meloni, che qualche ora prima sui social aveva ironizzato sulla fine "rinviata" del centrodestra.










