"Se ne parla nella prossima legislatura". Ormai la voce circola sempre più insistente dalle parti della maggioranza e del governo: il dossier fine vita non sarà portato a compimento prima delle elezioni. Anche se in Senato alcuni esponenti di Forza Italia si sono spesi affinché accadesse il contrario. Il 26 maggio, su pressing della capogruppo forzista Stefania Craxi, si riunirà la commissione competente, per provare ad arrivare a un testo che metta d'accordo tutti: maggioranza e opposizione. Ma, nonostante le buone intenzioni di chi, come il senatore forzista Pierantonio Zanettin, crede che una legge nazionale sia necessaria, ogni possibile convergenza cadrà nel vuoto. L'indicazione arriva direttamente dal governo. E ha messo in allarme i forzisti. Nel weekend è rimbalzata di chat in chat una dichiarazione sibillina del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Al Festival di Trento ha affermato: "A titolo personale spero che si possa fare un tratto di strada in questa legislatura e nella prossima lo faccia il Parlamento". Parole che lasciano intendere che non sarà sotto questa maggioranza che nascerà una legge di civiltà. "Il punto - spiega una fonte di governo a HuffPost - è che il tema è troppo delicato. Non possiamo garantire che si arrivi a un testo condiviso in entrambi i rami del Parlamento entro il 2027". Cosa fare allora? C'è un'idea che prende piede nei palazzi. E che, a sentire chi ha in mano il dossier, ha il sapore di una certezza: "Cerchiamo di arrivare a un testo accettabile, approviamolo in prima lettura al Senato. Poi, visto che è difficile che la Camera non voglia fare modifice, ci penserà il prossimo Parlamento, dopo le elezioni, a ripescare quel testo e portarlo a compimento". Dal governo invitano a leggere la prospettiva guardando il bicchiere mezzo pieno: "Almeno così diamo un segnale". Più che di un segnale però la mossa ha il sapore di un bluff: anche nella scorsa legislatura un testo sul suicidio assistito era stato approvato solo in prima lettura. Riprendere il dossier nella legislatura successiva (quella attuale) è servito solo a rinviare continuamente l'arrivo di una legge.