Al Senato continua lo stop and go sul disegno di legge sul fine vita. Definita la data del 3 giugno per l'avvio dell'esame in Aula - apparentemente un passo avanti, rivendicato dalle opposizioni una settimana fa - ora la maggioranza apre a nuovi emendamenti. Una novità strenuamente voluta da Forza Italia, che non a caso sta lavorando ad alcune modifiche. Un estremo tentativo di mediazione con il centrosinistra, specie sul ruolo del Servizio sanitario nazionale che si potrebbe bypassare - nell'ipotesi anticipata dagli azzurri - con un medico di fiducia che assisterebbe le persone che chiedono di accedere al fine vita, ma in regime di intramoenia e cioè a pagamento.
A quel punto, però, sarà inevitabile un allungamento dei tempi e quindi un rinvio rispetto al 'traguardo' del 3 giugno. Con il rischio di non arrivare mai all'approvazione di una legge, come fiutano e temono le opposizioni. "Così si rischia di affossare una legge che la Corte costituzionale chiede da anni", denuncia il dem Alfredo Bazoli. E si accoda Mariolina Castellone del M5s ricordando che "chi è in attesa di questa legge, purtroppo, tempo non ne ha".
Prossimo step, il 26 maggio quando le commissioni Giustizia e Affari sociali dovrebbero indicare la deadline per presentare modifiche. Si prospetta che sia almeno dopo una settimana, o dieci giorni. E cioè a ridosso del 3 giugno, quando il centrodestra potrebbe chiedere più tempo per concludere l'esame del testo nel frattempo corretto, mettendo di conseguenza nell'angolo il ddl delle minoranze che porta il nome di Alfredo Bazoli del Pd.









