È uno «sforzo» fuori tempo massimo, quello di Forza Italia che ieri, nell’ultimo giorno possibile per la presentazione degli emendamenti al ddl sul Fine vita in commissione al Senato, ha depositato una serie di correzioni al testo messo a punto dai relatori di maggioranza Zanettin e Zullo. Uno «sforzo» che, spiega Stefania Craxi, è un «tentativo di mediazione» – anche con gli altri partiti del proprio schieramento – per «portare a conclusione l’iter di una legge seria e condivisa, rispettosa di tutte le sensibilità, in primis del mondo cattolico».

La presidente dei senatori forzisti sa infatti che la legge sul suicidio medicalmente assistito «gode di ampio consenso nell’opinione pubblica», e cerca perciò con un ultimo colpo di reni di salvare al meno la faccia, come richiesto da Marina Berlusconi. Epperò i tempi tecnici per la conclusione dell’intero iter parlamentare prima della fine della legislatura non sembrano sufficienti. Soprattutto se si tiene conto del fatto che è un ddl dai piedi di piombo, incapace di compiere un passo avanti da quando è stato incardinato al Senato più di due anni fa.

LA SCORSA SETTIMANA, preso atto dello stallo sul testo dei relatori di maggioranza, su proposta del presidente La Russa, l’Aula si è riunita per aprire la discussione generale sul primo testo incardinato, quello del dem Bazoli. Una seduta lampo utile solo per tornare alla casella di partenza e rispedire il tutto in commissione. «Dopo la farsa delle questioni procedurali, burocratiche e tecniche e il rinvio in commissione, oggi la farsa della presentazione di nuovi emendamenti in commissione», riassume Ilaria Cucchi annunciando che «Avs non si presta alla farsa e non presenta nessun nuovo emendamento». Anche il Pd, spiega Bazoli, non ha aggiunto nulla a quanto «già presentato otto mesi fa». Mentre altre proposte di correzione sono arrivate da Iv e Noi moderati.