CONEGLIANO Ha solo 24 anni, ma ha già vinto tutto sia con la maglia della Prosecco Doc che con quella della nazionale. Il suo palmares conta 6 scudetti, 6 Coppe Italia, 4 Supercoppe, un Mondiale per Club e 3 Champions League con Conegliano, a cui si aggiungono un oro olimpico, un oro e un argento mondiale, un oro e un bronzo europeo e due ori in Vnl. Insomma, di campionesse come Sarah Fahr non ce ne sono molte. Ma per arrivare a collezionare così tanti successi i sacrifici e le sofferenze sono stati moltissimi, e ieri la centrale gialloblù li ha svelati nel salotto di Verissimo intervistata da Silvia Toffanin. «Sono fiera e orgogliosa del mio percorso - ha detto Fahr - Questi ultimi anni sono stati veramente importanti perché sono arrivate l'Olimpiade e la riconferma al mondiale, e poi lo scudetto e la Coppa Italia con Conegliano. Sono proprio felice. Peccato per la Champions, ma ci insegnerà tante cose».
Lasciando da parte i traguardi sportivi, l'intervista si è poi concentrata sui sarcifici fatti da Sarah fahr per arrivare dov'è arrivata. «Sono andata via di casa a 13 anni con un grande sogno. Quando ho iniziato con i processi selettivi ho iniziato a crederci: se mi metto una cosa in testa in un modo o nell'altro ci arrivo». Partire, però, non è stato facile: «Mio fratello aveva solo 6 anni, sono molto legata a lui. Ha vissuto da solo un periodo intenso dal punto di vista familiare, perché i miei si sono separati e io riuscivo a stargli vicino come avrei voluto. Quando è cresciuto il nostro rapporto si è intensificato molto». E il rapporto con i genitori? «Negli anni ci siamo feriti molto a vicenda, probabilmente perché ho avuto un momento in cui mi sono voluta staccare completamente da loro. Adesso ci sto lavorando e si stanno ricucendo i rapporti, sta tornando un po' tutto alla normalità».






