CONEGLIANO (TREVISO) «Uno dei primi viaggi all'estero l'abbiamo fatto dieci anni fa, a Cannes, col presidente Pietro Maschio. Ci avevano segnalato una giovane opposto, molto promettente, da vedere assolutamente. Era una certa Isabelle Haak...poi lei è andata a Scandicci e ha fatto la carriera che ha fatto arrivando solo in seguito anche da noi. Però c'eravamo...». Silvia Giovanardi, emiliana con alle spalle anni di carriera nel volley prima in campo e poi in palestra a lavorare con i giovani, di aneddoti così ne ha a decine.
Nell'organigramma della Prosecco Doc A. Carraro Imoco occupa il ruolo di "Direttore Sviluppo". E per "sviluppo" si intende quello sul campo, quello dei talenti presi quando nessuno ancora ci vede niente di particolare ma che poi si rivelano protagonisti del volley di oggi. Grazie al suo occhio e alla sua esperienza, la Prosecco Doc ha un pacchetto di giovani fuoriclasse uscite dal settore giovanile e mandate in giro per l'Italia a farsi le ossa con la speranza che possano, un giorno, tornare alla casa madre da protagoniste:«A oggi - dice - tra serie A1 e A2 controlliamo 46 ragazze in ogni ruolo. Giocano con le loro squadre e hanno i loro agenti, figure sempre molto preziose, e si costruiscono le loro carriere. Ma fanno riferimento a noi». Le protagoniste Tanto per fare alcuni nomi: Linda Manfredini, centrale che sta facendo furore in Nazionale e che la prossima stagione approderà a Conegliano, è passata dalle giovanili dell'Imoco per poi crescere tra A2 e A1. Stesso percorso fatto da Matilde Munarini lo scorso anno e stessa strada che farà Elena Arici, secondo libero nella prossima stagione uscita dal vivaio di Conegliano per fare esperienza in A2 e ora di ritorno. Una delle atlete in orbita Prosecco Doc è anche Eleonora Fersino, libero di Milano ed erede in azzurro di Moki De Gennaro. Un'altra transitata nell'orbita coneglianese è stata la palleggiatrice Eze ora ceduta a Scandicci. Ma da Conegliano è passata anche una giovanissima Loveth Omoruyi, banda pure lei in azzurro, intercettata quando aveva solo 16 anni (oggi va per i 24).E ancora Dalida Marchesini, altra centrale azzurra passata per la società amica dell'Anderlini Modena. Ma l'elenco è lungo. E chi arriva tra i professionisti è solo la punta di un iceberg che conta 300 ragazzine del minivolley e squadre che conquistano titoli su titoli. Solo a maggio sono arrivati i tricolori Under 14 e Under 16 e il secondo posto nell'Under 18 dopo cinque titoli consecutivi.La struttura In dieci anni Giovanardi, assieme al co-presidente Pietro Maschio che l'ha voluta a Conegliano, ha un po' alla volta costruito e modellato un settore oggi invidiato in Italia e all'estero, fatto di strutture e staff di altissimo livello ma anche di rapporti con società di tutta Italia. Una rete fitta e capillare che consente alla Prosecco Doc di restare protagonista del presente e progettare il futuro.«Quando dieci anni fa Pietro mi ha contatta - spiega Giovanardi - aveva già ben chiaro come voleva strutturare il settore giovanile». Così è iniziata la collaborazione con San Donà, sono arrivati investimenti importanti, allenatori professionisti per le ragazze, strutture come la foresteria composta da quattro appartamenti per le giovani che arrivano da più lontano e seguite anche nello studio oltre che nell'attività sportiva. E poi gli accordi con club come Anderlini Modena o Volley Friends Roma.Ed è anche stata stesa una rete che monitora i campionati giovanili e non a ogni livello: «Personalmente guardo 10-12 partite alla settimana - continua Giovanardi - di recente abbiamo iniziato anche monitorare a fondo i campionati esteri». In questa fase vengono individuati i potenziali talenti e l'obiettivo è di portarli nella Marca prima degli altri.Ma il successo è far maturare le future campionesse già dalle giovanili: «Noi aiutiamo chi ha talento a migliorarsi sicuramente in palestra, ma anche fuori. Le ragazze devono imparare a gestirsi, dalla scuola all'alimentazione. È un percorso di crescita che poi sarà utile anche oltre lo sport. Noi le seguiamo in tutto, ma loro devono allenare anche la testa perché sarà questo che poi le aiuterà se diventeranno professioniste».E in questo vivaio in grande ebollizione ci sono vari elementi da tenere particolarmente sotto osservazione. Una su tutti: si parla un gran bene di Raisa Andreea Enescu, romena, opposto dell'Under 16 che ha chiuso l'ultima finale tricolore con 28 punti a referto (in tre set), mettendo la firma sul primo scudetto di categoria arrivato a Conegliano. A occhio abbiamo una nuova Pantera. E non sarà la sola.






