CONEGLIANO - C’è un famoso detto che recita: «L’importante è partecipare». Ma non ne sono a conoscenza però Sarah Fahr e Monica De Gennaro. Già, perché con la vittoria della Volleyball Nations League di domenica scorsa le due pantere di Conegliano hanno vinto il loro tredicesimo trofeo consecutivo sulle 13 competizioni a cui hanno preso parte. Vale a dire che insieme non mancano un titolo dalla Champions League del 2023, assegnata al Vakifbank Istanbul. Ciò che hanno vinto le due stelle della Prosecco Doc Imoco Conegliano insieme è quasi imbarazzante: si parla di 2 Champions League, 1 Mondiale per Club, 3 Scudetti, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 2 Vnl e 1 Olimpiade. Semplicemente leggendarie, come quell’abbraccio dato subito dopo aver messo a terra l’ultimo pallone per la vittoria della Vnl, las econda di fila. Loro due, in mezzo al campo. Moki in braccio a Sarah. Un quadro perfetto per due giocatrici che hanno saputo costruirsi, che hanno sempre fatto del lavoro il loro punto di forza e che sono passate attraverso le tempeste senza mai perdere di vista l’obiettivo.

Sono la centrale e il libero più forte del mondo ed erano insieme domenica sera a Lodz, a vincere l’ennesimo oro. In Polonia, che ha dato i natali a un’altra grandissima del volley contemporaneo, Asia Wolosz. La compagna di mille battaglie con il club e di mille successi, ovviamente. La palleggiatrice più forte al mondo, sì, anche lei la migliore. Era presente come ospite d’onore alla partita ma soprattutto era suo il compito di premiare le vincitrici della Vnl. Una a una ha attorniato d’oro il collo delle azzurre ma l’emozione e l’orgoglio sincero era visibile al momento della premiazione di Fahr e Moki. Lunghi abbracci, baci e occhi che luccicano. Compagne di squadra ma ancor prima amiche che sanno l’una il valore dell’altra. Ne conoscono il percorso e proprio per questo ne apprezzano maggiormente i successi. Per capitan Wolosz però anche scherzi e rispetto, come con l’ex compagna Myriam Sylla a cui Asia finge di rubare la medaglia o l’inchino che Alessia Orro le riserva prima di prendersi il meritato oro. È una questione di stile, e quello di Wolosz non si ferma al campo, va oltre.