L'European environment agency analizza in un interessantissimo briefing il problema dell’accumulo di materiale e cosa significhi per l'ambiente, il clima e la progettazione delle politiche di economia circolare.
Negli scorsi anni gli analisti della circolarità si sono concentrati sui flussi di materia che diventano rifiuti ed emissioni, ma la storia delle risorse europee è anche immagazzinata nelle scorte. Le scorte materiali sono la spina dorsale nascosta del sistema di risorse europeo e una leva fondamentale per competitività, resilienza e crescita sostenibile.
L’accumulo di materia è un dato poco conosciuto, proviamo a spiegarlo con semplicità.
In Europa nel 2024 si sono utilizzati 7,7 miliardi di tonnellate di materiali. Di questi 2,9 (il 38%) viene stoccato in prodotti e manufatti: edifici, strade, ferrovie, veicoli, macchinari, tubi, navi, etc. Forse si capisce meglio il dato ad abitante: l’Europa consuma 14,4 tonnellate di materiali procapite ogni anno, e più di 6 tonnellate sono incorporate in beni a lunga durata ed infrastrutture.
Queste scorte sono quasi triplicate dal 1970, raggiungendo la quota di 344 tonnellate pro capite, pari approssimativamente a 230 auto o quattro case familiari a persona. Il 98,5% dell’accumulo è costituito da edifici e infrastrutture. Solo i minerali non metallici (sabbia, calce, cemento, ghiaia) stoccati rappresentano 2,6 miliardi di tonnellate su un totale di 2,9 (il resto sono metalli e un po’ di legno).









