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Simposio Multidisciplinare sull’Economia Circolare e l’Urban Mining

Trasformare i rifiuti in nuove risorse, ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime, rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento e affrontare le conseguenze ambientali e sanitarie della produzione industriale contemporanea. Sono alcune delle grandi sfide al centro del Sum 2026, il nono Simposio Multidisciplinare sull'Economia Circolare e l'Urban Mining, inaugurato oggi a Procida e in programma fino a venerdì 22 maggio. L'evento riunisce sull'isola studiosi, ricercatori, professionisti, imprese e rappresentanti istituzionali provenienti da numerosi Paesi, confermando una dimensione internazionale costruita attorno ai temi della sostenibilità e della gestione delle risorse. Il Simposio arriva in una fase storica in cui la questione dell'accesso alle materie prime è diventata centrale nelle strategie economiche e industriali europee. Dalle terre rare ai metalli critici impiegati nelle tecnologie avanzate, fino alla crescente attenzione per il recupero dei materiali contenuti nei rifiuti elettronici, l'urban mining (il recupero di risorse dai prodotti giunti a fine vita) è considerato uno degli strumenti più promettenti per costruire modelli produttivi più sostenibili. La giornata inaugurale si è aperta nel Cenobio di Santa Margherita con i saluti istituzionali e gli interventi introduttivi dedicati al rapporto tra ambiente, salute e sviluppo sostenibile. Tra i contributi di apertura quelli di Andrew Cunningham dell'Institute of Zoology della Zoological Society of London, sul tema 'One Health and Sustainability', e di Leonidas Milios del Joint Research Centre della Commissione Europea, dedicato alle politiche comunitarie e ai futuri strumenti per accelerare la transizione verso l'economia circolare. Durante queste giornate i lavori entrano nel vivo con sessioni scientifiche, workshop e momenti di confronto su alcuni dei temi oggi più rilevanti nel dibattito internazionale: il recupero delle materie prime critiche, il riciclo dei rifiuti elettronici, la gestione delle microplastiche, l'impiego dell'intelligenza artificiale nei processi di selezione e recupero e il rapporto tra gestione dei rifiuti, ambiente e salute pubblica. Giovedì e venerdì il programma prosegue tra Palazzo d'Avalos e Palazzo della Cultura con quattro sessioni parallele internazionali e una quinta dedicata agli interventi in lingua italiana. Una struttura che riflette la natura multidisciplinare dell'iniziativa, capace di mettere in relazione competenze provenienti da settori differenti: ingegneria, chimica, medicina, economia, diritto, sociologia, architettura e politiche pubbliche. "Il Simposio rappresenta il contributo del mondo scientifico internazionale a uno sviluppo dell'economia circolare basato su analisi rigorose, soluzioni tecniche avanzate e innovazione scientifica. Rappresenta il grande fermento del mondo della ricerca in ogni angolo del Pianeta, compresi i Paesi in via di sviluppo", afferma Raffaello Cossu, professore emerito di Ingegneria Sanitaria Ambientale dell'Università di Padova e responsabile scientifico dell'evento. Accanto al confronto scientifico, il Sum punta anche sul valore simbolico della sua sede. Procida, già Capitale italiana della Cultura nel 2022, diventa per tre giorni un laboratorio internazionale nel quale ricerca, istituzioni e imprese provano a immaginare nuovi modelli di sviluppo e una diversa gestione delle risorse del futuro.