Il nuovo Poliambulatorio di prossimità intitolato al Beato Giuseppe Puglisi e a Monsignor Guido Sansavini realizza il sogno di Padre 3P nel quartiere di Palermo dove visse e morì il prete martire della mafia. La struttura è intitolata anche a un’altra figura che, come don Pino, diede la vita affinché giovani, disabili e persone in difficoltà potessero avere un futuro. E per questo il Poliambulatorio di prossimità vuole essere punto di riferimento per le necessità di persone lasciate ai margini della società. «È un servizio in cui la “cura dell’ammalato”, intesa come salute in senso fisico, incontrerà il concetto di “salvezza del corpo dell’anima” - dice Maurizio Artale, presidente del Centro di accoglienza Padre Nostro -. È questo il principio che ha spinto il nostro Centro, su ispirazione del suo fondatore, a progettare e concretizzare, con la struttura, un altro sogno del Beato Giuseppe Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993».Aggiunge Renato Schifani, presidente della Regione: «Una giornata importante, il coronamento di un impegno trasversale tra società civile, Regione, volontariato e Maria Eleonora Hospital, del gruppo guidato da Ettore Sansavini. Realizzare una struttura come questo poliambulatorio è un modo per limitare le condizioni di marginalità e isolamento di chi vive nei quartieri periferici, perché la delinquenza si combatte garantendo socialità e standard migliori, anche sotto il profilo sanitario. L’obiettivo del mio governo è impegnare le risorse finanziarie delle quali disponiamo, e non sono poche, in servizi nuovi che garantiranno una migliore vivibilità a tutti i cittadini siciliani».«L’inaugurazione del Poliambulatorio a Brancaccio - spiega il sindaco, Roberto Lagalla - rappresenta un segnale concreto di riscatto sociale e di vicinanza alle fasce più fragili della nostra comunità. Restituire alla cittadinanza un immobile confiscato alla mafia trasformandolo in un luogo di cura, ascolto e solidarietà significa affermare con forza il valore della legalità e della dignità umana. Questo presidio sanitario incarna pienamente l’eredità morale e civile di Padre Pino Puglisi, che ha dedicato la propria vita agli ultimi e al futuro dei giovani di questo territorio. Palermo ringrazia il Centro Padre Nostro, Gvm Care & Research, i professionisti sanitari e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare un progetto che mette al centro il diritto alla salute e costruisce una comunità più giusta, inclusiva e attenta ai bisogni delle persone».«L’avvio di questo presidio sanitario - commenta Ettore Sansavini, presidente di GVM Care & Research - afferma un’idea precisa di salute: una salute che non esclude, che non discrimina, che si prende cura della persona nella sua interezza. In questo Poliambulatorio riconosco pienamente l’insegnamento di mio zio, monsignor Guido: qui la competenza sanitaria incontra l’ascolto e la tecnologia più avanzata si mette al servizio di chi è più fragile. In Gvm Care & Research crediamo che la sanità sia responsabilità sociale e che sia un bene comune solo quando è accessibile, prossima, umana. Questo progetto dimostra che è possibile trasformare luoghi di ferita in luoghi di cura e che il futuro si costruisce insieme, mettendo in rete competenze, istituzioni, volontariato e comunità».