Redazione
14 maggio 2026 15:47
Un nuovo presidio sanitario e sociale nel cuore di Brancaccio, con l’obiettivo di contrastare la povertà sanitaria e garantire cure e assistenza alle fasce più fragili della popolazione. È stato inaugurato questa mattina il poliambulatorio di prossimità intitolato al beato Padre Pino Puglisi e a monsignor Guido Sansavini, nato su ispirazione del sacerdote ucciso dalla mafia e realizzato dal Centro di accoglienza “Padre Nostro” grazie a donazioni private e al contributo della Regione. La struttura si trova in via San Ciro e potrà contare su uno staff di medici specialisti volontari con l’obiettivo di garantire assistenza socio-sanitaria minima alle persone con un Isee inferiore a 10 mila euro. All’interno sono presenti diversi ambulatori specialistici, tra cui cardiologia, cardiochirurgia, chirurgia generale, dermatologia, fisiatria, ginecologia, medicina interna e urologia. All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Renato Schifani, l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano e l’assessore comunale alla Salute Fabrizio Ferrandelli, presente in rappresentanza del sindaco e dell’amministrazione comunale. “Una giornata importante - ha detto Schifani - il coronamento di un impegno trasversale tra società civile, Regione, volontariato e il Maria Eleonora Hospital del gruppo guidato da Ettore Sansavini. Realizzare una struttura come questo poliambulatorio è un modo per limitare le condizioni di marginalità e isolamento di chi vive nei quartieri periferici, perché la delinquenza si combatte garantendo socialità e standard migliori, anche sotto il profilo sanitario”. Il governatore ha sottolineato poi l'obiettivo del governo siciliano sia quello di investire le risorse disponibili “in servizi nuovi che garantiranno una migliore vivibilità a tutti i cittadini siciliani”. Per Ferrandelli il nuovo presidio rappresenta “un’opportunità reale per tutte quelle persone che restano ai margini del sistema delle cure”, con particolare attenzione ai quartieri ad alta marginalità sociale e alle situazioni in cui “l’assenza di residenza anagrafica preclude l’accesso al medico di famiglia, soprattutto in età pediatrica”. Il poliambulatorio sarà infatti non soltanto un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria di prossimità, ma anche per attività di screening, prevenzione e promozione della cultura medica, favorendo l’orientamento e l’invio dei pazienti all’interno del sistema sanitario pubblico. “Il Comune sostiene le iniziative territoriali e individua in queste azioni un elemento nevralgico nella lotta alle disuguaglianze sociali e sanitarie, assicurando piena collaborazione istituzionale e il massimo coinvolgimento delle reti territoriali”, ha aggiunto Ferrandelli, annunciando anche la volontà dell’amministrazione di coinvolgere operatori sanitari e professionisti che hanno sottoscritto protocolli d’intesa con il Comune per attività di volontariato all’interno della struttura.“Il poliambulatorio è un servizio in cui la “'cura dell’ammalato', intesa come salute in senso fisico, - ha dichiarato Maurizio Artale, Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro -, incontrerà il concetto di ‘salvezza del corpo dell’anima’. È questo il principio che ha spinto il Centro di Accoglienza Padre Nostro, su ispirazione del suo fondatore, a progettare e realizzare il Poliambulatorio di prossimità, concretizzando un altro sogno del Beato Giuseppe Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993”. È intervenuto anche Ettore Sansavini, presidente di Gvm Care & Research: “L’avvio di questo presidio sanitario afferma un’idea precisa di salute: una salute che non esclude, che non discrimina, che si prende cura della persona nella sua interezza. Un ricordo personale va a Mons. Guido Sansavini, mio zio, un uomo che credeva nel valore del servizio silenzioso, nella forza dei gesti concreti, nella responsabilità di esserci. Era convinto che la cura non potesse mai essere separata dalla relazione, che l’aiuto non fosse mai autentico se non accompagnato dal rispetto. In questo Poliambulatorio riconosco pienamente il suo insegnamento: qui la competenza sanitaria incontra l’ascolto e la tecnologia più avanzata si mette al servizio di chi è più fragile. In Gvm Care & Research crediamo che la sanità sia responsabilità sociale ed è un bene comune solo quando è accessibile, prossima, umana. Questo progetto dimostra che è possibile trasformare luoghi di ferita in luoghi di cura e che il futuro si costruisce insieme, mettendo in rete competenze, istituzioni, volontariato e comunità”.“Vogliamo che il poliambulatorio diventi un avamposto sanitario - ha dichiarato il dott. Massimo Salardino, amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital -, per fare prevenzione e poter essere vicini ai malati. Le dinamiche sociali di questo quartiere sono particolari ed essere vicini a chi può averne più bisogno ci permette di contribuire concretamente a realizzare uno dei sogni di Padre Puglisi, quello di portare la salute tra la gente”.













