Pubblicato il: 20/05/2026 – 19:41
CATANZARO Nuovi spazi completamente ristrutturati, più posti letto e un modello assistenziale pensato per accompagnare i piccoli pazienti anche nei percorsi specialistici e chirurgici. È stata inaugurata questa mattina, nel presidio ospedaliero “Pugliese” dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, la nuova area pediatrica del Dipartimento Materno-Infantile, restituita alla piena funzionalità assistenziale dopo anni di inutilizzo. La cerimonia, preceduta dalla benedizione impartita dal cappellano del presidio don Amedeo Garieri, si è svolta nell’atrio della Pediatria, al quarto piano della Scala A. Erano presenti rappresentanti istituzionali, politici e sanitari della città e della Regione, insieme al personale del reparto. Un’iniziativa fortemente voluta e sostenuta dalla commissaria straordinaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, Simona Carbone. Tra i presenti il prefetto Castrese De Rosa, il questore Giuseppe Linares, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso, l’assessore regionale Antonio Montuoro, i consiglieri regionali Marco Polimeni ed Enzo Bruno, la vicesindaca Giusy Iemma e la direttrice della SOC di Oncoematologia Pediatrica e del Dipartimento Onco-ematologico, Maria Concetta Galati. La nuova area nasce con un’impostazione innovativa: non un semplice reparto di Pediatria, ma uno spazio integrato capace di garantire assistenza dedicata anche ai bambini seguiti da altre specialità come ortopedia pediatrica, urologia pediatrica e chirurgia pediatrica. «L’Azienda ha intrapreso ormai da due anni un percorso importante di pianificazione e implementazione dell’offerta assistenziale prevista dalla programmazione regionale», ha dichiarato Simona Carbone. «Parallelamente abbiamo lavorato anche sul rafforzamento degli spazi e dell’organizzazione, recuperando locali rimasti inutilizzati dopo il trasferimento della Pediatria universitaria a Germaneto. Oggi rafforziamo ulteriormente il Dipartimento materno-infantile, migliorando sia la capacità di ricovero sia i servizi diagnostici».












