Nuovi spazi ristrutturati, ambienti pensati per i bambini e un potenziamento concreto dell’assistenza pediatrica. È stata inaugurata questa mattina, al presidio ospedaliero “Pugliese” dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, la nuova area pediatrica del Dipartimento Materno-Infantile, tornata pienamente operativa dopo anni di inutilizzo.La cerimonia, preceduta dalla benedizione del cappellano don Amedeo Garieri, si è svolta al quarto piano della Scala A, alla presenza di rappresentanti istituzionali, sanitari e del personale del reparto. Un progetto fortemente sostenuto dalla commissaria straordinaria dell’Aou “Dulbecco”, Simona Carbone.Tra i presenti il prefetto Castrese De Rosa, il questore Giuseppe Linares, il vicepresidente della Regione Filippo Mancuso, l’assessore regionale Antonio Montuoro, i consiglieri regionali Marco Polimeni ed Enzo Bruno, la vicesindaca Giusy Iemma e la direttrice della Soc di Oncoematologia Pediatrica Maria Concetta Galati.

Un reparto integrato per i piccoli pazienti

La nuova area nasce con un modello organizzativo innovativo: non solo Pediatria, ma uno spazio integrato capace di seguire anche i bambini assistiti da altre specialità, dall’ortopedia all’urologia fino alla chirurgia pediatrica.“L’Azienda ha intrapreso da due anni un importante percorso di pianificazione e implementazione dell’offerta assistenziale prevista dalla programmazione regionale – dichiara Simona Carbone -. Parallelamente abbiamo lavorato sul rafforzamento degli spazi e dell’organizzazione, recuperando locali rimasti inutilizzati dopo il trasferimento della Pediatria universitaria a Germaneto. Oggi rafforziamo ulteriormente il Dipartimento materno-infantile, migliorando sia la capacità di ricovero sia i servizi diagnostici”.La commissaria ha quindi indicato il prossimo traguardo: “Speriamo a breve di poter completare questo percorso con l’attivazione della Terapia intensiva pediatrica, già programmata per questa Azienda”, sottolineando anche il valore della collaborazione tra i diversi presidi ospedalieri e l’Università Magna Graecia.