Il digiuno può potenziare l'efficacia della chemioterapia sul tumore ovarico. E' il risultato di una ricerca del policlinico Gemelli-Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, coordinata dalla professoressa Claudia Marchetti, associato di Ginecologia all'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, responsabile della Uos Prevenzione dei Tumori ginecologici eredo-familiari, della Uoc di Ginecologia oncologia di fondazione policlinico Gemelli Irccs.

Lo studio e' stato selezionato tra gli oltre 3.400 abstract, che saranno presentati all'Asco Annual Meeting 2026 per la presentazione alla conferenza stampa pre-congressuale ispirata agli stili di vita. E' quanto si legge in una nota del policlinico Gemelli di Roma.Lo studio Lo studio ha riguardato 36 donne con tumore dell'ovaio in stadio avanzato (III-IV), per valutare l'effetto del digiuno sui livelli di insulina e sull'efficacia della chemioterapia neoadiuvante a base di carboplatino e paclitaxel. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: il primo ha seguito un protocollo di digiuno di 36 ore prima e 24 ore dopo ciascun ciclo di chemioterapia, mentre il gruppo di controllo ha mantenuto una normale alimentazione. Durante il digiuno erano consentiti acqua, tisane, brodo vegetale leggero e fino a 2 litri di succo vegetale, per un massimo di 350 calorie al giorno. Il digiuno Dopo tre cicli di chemioterapia, il gruppo sottoposto a digiuno controllato ha mostrato «una significativa riduzione dei livelli di insulina, ormone associato alla crescita tumorale e alla resistenza ai trattamenti - prosegue la nota -. Sono stati registrati inoltre una migliore risposta patologica alla chemioterapia (quasi il 60 per cento delle pazienti ha ottenuto una risposta completa o quasi completa, rispetto a meno del 20 per cento nel gruppo con dieta libera) e un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione, pari ad oltre 38 mesi nel gruppo sottoposto a 'digiuno' peri-terapia, rispetto ai 24 mesi osservati nel gruppo di controllo. Nelle donne sottoposte a digiuno controllato sono state rilevate modificazioni immunologiche favorevoli, associate a una maggiore efficacia del trattamento antitumorale. Tutte le pazienti del gruppo digiuno hanno completato il trattamento. Gli effetti collaterali osservati, (soprattutto riduzione dei globuli bianchi e dell'emoglobina), sono risultati sovrapponibili tra i due gruppi».Le nuove strategie «Nonostante i progressi della chirurgia e della chemioterapia - ha affermato la professoressa Marchetti - le pazienti con carcinoma ovarico avanzato continuano ad avere una prognosi sfavorevole. E' quindi fondamentale individuare nuove strategie sicure, sostenibili e facilmente applicabili per migliorare l'efficacia delle cure». Secondo gli esperti dell'Asco, i risultati di questo studio sono promettenti e confermano dati preliminari gia' emersi in precedenti studi sul ruolo metabolico del digiuno durante le terapie oncologiche. Saranno ora necessari studi clinici piu' ampi per validare questi risultati e comprendere meglio i meccanismi biologici alla base del miglioramento della risposta alle terapie oncologiche.