Una nuova strategia terapeutica per combattere il tumore del colon-retto metastatico, quando questo smette di rispondere alle cure tradizionali, è stata individuata dai ricercatori dell'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo. Lo studio, coordinato da Sabrina Arena, professoressa associata del dipartimento di oncologia dell'Università di Torino e responsabile del laboratorio di translational cancer genetics dell'Irccs, è stato pubblicato sulla rivista Embo Molecular Medicine. La ricerca apre una nuova possibilità per i pazienti che sviluppano la resistenza acquisita alle terapie mirate, ed è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro e della Fondazione Airc.In Italia il tumore del colon-retto rappresenta la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. Secondo i dati relativi al cancro in Italia, per l'anno 2026 sono stimate 48.706 nuove diagnosi, di cui 27.473 negli uomini e 21.233 nelle donne. Da circa vent'anni i farmaci mirati contribuiscono a prolungare la sopravvivenza dei pazienti, ma il tumore evolve sotto la pressione delle terapie e diventa resistente nel tempo in quasi tutti i casi. Lo studio, che vede come primo autore Kristi Buzo, ricercatore dell'Istituto di Candiolo, punta a offrire una soluzione quando le opzioni terapeutiche diventano limitate a causa della resistenza ai farmaci.I ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali resistenti, pur sembrando più forti di quelle sane, nascondono una fragilità, poiché sono cariche di danni al dna e soffrono di un elevato stress replicativo. Per sopravvivere a questi danni, il tumore si affida a una proteina chiamata Wee1, che ferma momentaneamente il ciclo cellulare e permette alla cellula malata di riparare il proprio dna per continuare a dividersi. La strategia individuata a Candiolo consiste nel bloccare questo freno biologico.Continua a leggere le notizie di TorinoToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Tumore al colon-retto metastatico, all'Istituto di Candiolo viene scoperta la fragilità delle cellule cancerose
Il segreto della loro sopravvivenza e continuità nella replicazione è in una proteina






