Nel cuore di un cratere in Corea del Sud sono stati trovati indizi sul fatto che i siti di impatto degli asteroidi hanno favorito la vita e la produzione dell’ossigeno sulla Terra.
Il cratere da impatto dove sono state trovate le stromatoliti. Credit: Istituto Coreano di Geoscienze e Risorse Minerarie (KIGAM)
Miliardi di anni fa, quando il Sistema solare doveva ancora stabilizzarsi, la Terra primordiale era esposta a un significativo e costante bombardamento di asteroidi, un processo che, in base alla teoria della panspermia, avrebbe favorito la nascita della vita grazie al trasporto dallo spazio dei “mattoni” necessari per l’innesco. Un nuovo studio sudcoreano suggerisce che i siti di impatto sul nostro pianeta non solo possono aver giocato un ruolo significativo nel far fiorire la vita, ma anche nel catalizzare la produzione di ossigeno, che per miliardi di anni è stato presente in scarsissime concentrazioni.
Fino a 2,4 miliardi di anni fa, quando si verificò il Grande Evento di Ossidazione (Great Oxidation Event o GOE) grazie all’ossigeno prodotto dai cianobatteri fotosintetici, i livelli di ossigeno sulla Terra erano trascurabili; nell'atmosfera “dominavano” anidride carbonica (CO₂), metano (CH₄) e ammoniaca (NH₃). Solo con la diffusione del prezioso elemento si è verificata una svolta cruciale nell’evoluzione della vita, permettendo la comparsa delle cellule eucariotiche e degli organismi pluricellulari che sono sfociati nella straordinaria biodiversità che conosciamo (passata e presente). I ricercatori ritengono che, prima del Grande Evento di Ossidazione, i siti da impatto abbiano dato vita a vere e proprie “oasi di ossigeno” sulla Terra, sacche che hanno innescato la diffusione a macchia di leopardo fino al punto di svolta rappresentato dal GOE. Ciò grazie ai laghi idrotermali nati dopo le collisioni, ovvero bacini caldi con tutte le condizioni e gli ingredienti favorevoli per far prosperare la vita, compresa quella produttrice di ossigeno. A determinare che i siti di impatto degli asteroidi hanno rappresentato un vero e proprio volano per la nascita della vita che produce ossigeno è stato un team di ricerca sudcoreano composto da scienziati del Korea Institute of Geoscience and Mineral Resources (KIGAM) di Daejeon. Gli studiosi, coordinati da Jaesoo Lim e Sung Won Kim, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver studiato il caso del cratere di Hapcheon, nel bacino Jeokjung–Chogye in Corea del Sud. Questo è l’unico cratere da impatto di cui si ha conoscenza nel Paese asiatico. La sua esatta natura è stata rivelata soltanto nel 2021. I ricercatori hanno determinato che si è formato esattamente 42.300 ± 1.000 anni fa, grazie all’analisi al radiocarbonio di frammenti vegetali carbonizzati recuperati nelle brecce da impatto. La recente indagine ha tuttavia svelato qualcosa di molto più interessante.








