Uno studio su Cell collega la sopravvivenza delle piante da fiore alla duplicazione del genoma durante crisi ambientali estreme antiche

Quando si parla dell’asteroide di 66 milioni di anni fa, la scena si riempie subito di crateri, fuoco, polvere nell’atmosfera e dinosauri spazzati via. Tutto molto cinematografico, certo. Però sotto quella catastrofe c’erano anche organismi più silenziosi, meno adatti ai poster nelle camerette, eppure decisivi per rimettere in moto la vita: le piante da fiore. Alcune, secondo un nuovo studio pubblicato su Cell, avrebbero avuto dalla loro parte un meccanismo genetico piuttosto strano: la duplicazione accidentale dell’intero genoma. Una specie di copia extra del libretto d’istruzioni della vita, comparsa per caso e diventata utile proprio quando il mondo stava andando in pezzi.

Lo studio, firmato da un gruppo di ricerca legato anche all’Università di Gand, ha analizzato i genomi di 470 specie di angiosperme, cioè le piante da fiore, cercando tracce di antiche duplicazioni dell’intero patrimonio genetico. I ricercatori hanno poi confrontato questi dati con le informazioni ricavate da 44 fossili vegetali, provando a collocare nel tempo gli eventi di duplicazione. Il quadro emerso è netto: molte duplicazioni sopravvissute lungo milioni di anni sembrano concentrarsi attorno a grandi periodi di sconvolgimento ambientale, compresa l’estinzione di massa innescata dall’asteroide che chiuse l’era dei dinosauri.