Immagazzina circa 13 tonnellate di anidride carbonica all’anno, “commercia” nutrienti indispensabili alle piante ed è la casa della maggior parte delle specie viventi. È invisibile, ma indispensabile all’equilibrio del pianeta e della biosfera: si chiama rete micorrizica, o wood wide web, ed è l’inestricabile network di connessioni sotto i nostri piedi, una “via della seta” sotterranea lungo la quale avvengono transiti di acqua, carbonio, azoto e tanto altro. La Marco Polo di questa tratta è Toby Kiers, biologa evoluzionista, direttrice di Spun e vincitrice del Tyler Prize 2026, la massima onorificenza nel campo dell’ambiente, che ci ha raccontato i segreti di questo mondo straordinario.
Per decenni abbiamo studiato le stelle e gli oceani, trascurando la biodiversità del sottosuolo. Come ha convinto il mondo scientifico che una zolla di terra non è solo “terra” ma “un’intera galassia da esplorare”?
"Il mio scopo è quello di aprire una strada nuova per comprendere la vita sulla Terra. Quando le nuove scoperte sono invisibili, però, è particolarmente difficile. La sfida più grande per la gente è ribaltare la propria prospettiva, pensare agli ecosistemi del sottosuolo come al luogo da cui nasce la vita. Il 59% di tutte le specie del Pianeta vive nel sottosuolo, eppure comunemente se ne sanno citare a stento una o due. Questi organismi sono alla base della vita. La sfida era incuriosire le persone: una volta che si incuriosiscono, lo restano a vita".







